Quali sono i benefici della simbologia nello yoga?

é questo un’aspetto poco considerato, comprenderne il senso permette una pratica ancora più efficace e profonda.

Lo yoga presenta numerosissimi esercizi e pratiche ognuna con il proprio nome, particolare e specifico. Nomi e forme che richiamano ad animali, personaggi della mitologia ed elementi della natura. Quasi sicuramente avrai sentito parlare della posizione dell’albero, la posizione del guerriero, del loto, ecc…nomi che ad un primo sguardo sembrano scelti a caso e in modo fantasioso.

Osservando più attentamente puoi facilmente accorgerti che questo mondo dei simboli non è affatto casuale ne tanto meno fantasioso, comprendere questo permette di cogliere una profondità e un fascino racchiuso nella pratica dello yoga che la maggior parte delle volte viene completamente tralasciato.

Ogni singola forma ha un nome, questo nome suggerisce e indica effetti e benefici specifici sul corpo e sulla mente, essere consapevoli di questo ci rende partecipi e consapevoli dei sottili e profondi processi di trasformazione che avvengono attraverso la pratica.

Lo yoga ratna, metodo sviluppato dalla più che trentennale esperienza della maestra Gabriella Cella, è proprio caratterizzato da questa attenzione al simbolo. C’è una connessione diretta e puntuale sugli effetti che un certo simbolo agisce sul corpo e sulla mente. Comprenderne il senso e l’efficacia permette di strutturare la pratica seguendo una logica, per lo più ignorata, che permette di attingere pienamente ai benefici dello yoga e di sperimentare una pratica particolarmente coinvolgente ed efficace.

Per esempio posizioni che richiamano simboli di terra (es.l’albero, la montagna, le dee della terra) oltre che ad agire un’azione che rafforza le gambe e la stabilità sul piano fisico permettono di attingere e risvegliare in noi il senso di stabilità e fermezza emotiva e mentale. L’argomento è ampio e certamente non si può esaurire in poche righe ma questi esempi possono essere sufficienti per attivare interessanti considerazioni.

Quindi oltre che a una relazione sugli effetti sul corpo, il simbolo ci porta in analogia con l’energia della forma che rappresentiamo e questo non attraverso uno sforzo di immedesimazione o di fantasia, ma di semplice presenza e ascolto…il corpo cambia, la mente cambia. E se la nostra necessità è di attivarci e ritrovare fiducia e vigore le posizioni dei guerrieri sono utili a questo fine, se siamo invece già troppo attivati e proiettati verso l’esterno le posizioni delle dee relate all’elemento acqua ci riportano al nostro centro in una dimensione di raccoglimento e morbidezza.

Il simbolo “parla” a una parte di noi molto profonda e ci offre la possibilità di sperimentarci in modo da attingere a nuove risorse e potenzialità. Conoscere a fondo il mondo simbolico dello yoga permette di utilizzare e scegliere le pratiche per varie finalità, a secondo dei ritmi stagionali,  e di specifiche esigenze. Un grande ricchezza racchiusa finalmente riconosciuta ed utilizzata per una pratica profonda e coinvoglente.

lascia un tuo commento condividi la tua esperienza!

 

Shanti

[box type=”shadow”]

foto-shanty-bioShanti Brancolini, Insegnante Yoga, Fondatrice e Direttrice di Passione Yoga, fin da bambina ha avuto modo di avvicinarsi allo yoga e trascorrere lunghi periodi di ricerca e pratica in India. Diplomata presso la scuola quadriennale per insegnanti SIYR e certificata 200 RYT dalla Yoga Alliance in Authentic Yoga System; dal 2004 insegna yoga. » iscritta allí associazione YANI, Yoga Associazione Nazionale Insegnanti.
Leggi la mia biografia

[/box]

 

4 commenti
  1. Rosa Maria
    Rosa Maria dice:

    Sono convintissima che il simbolo delle posizioni che assumiamo facendo Yoga, non solo influisca profondamente nel corpo, ma anche nella mente. Tuttavia, mentre i mutamenti nel corpo si possono notare dopo un periodo relativamente breve di pratica, penso che occorrano tanta concentrazione e una pratica lunga, continua e intensa affinchè anche la mente ne possa venire modificata.

    Rispondi
    • shanti
      shanti dice:

      Ciao Rosa Maria! 🙂

      Sono d’accordo e aggiungo una precisazione: ci sono più livelli su cui si può agire, se vogliamo una trasformazione profonda di schemi psicofisici da lungo strutturati in noi, certo come dici tu è necessario una pratica continua. Per cambiare stati emotivi meno radicati può bastare una trasformazione fisica davvero minima…pensa alla potenza che ha il sorriso…da subito, immediatamente illumina e rilassa il corpo e la mente. In modo simile per esempio, le sensazioni di stabilità e radicamento, anche mentale ed emotivo, che può portare una sequenza di simboli di terra, seguono immediatamente la pratica.

      E anche se si sperimenta una pratica non particolarmente intensa o profonda non va sottovalutata…mi vengono in mente le parole di Buddha: “Che nessun’uomo pensi con leggerezza al bene, dicendo dentro di se: “non verrà mai a me” Con il cadere della goccia il vaso si riempie; l’uomo saggio diviene ricolmo di bene anche se lo raccoglie a poco a poco”

      Grazie della tua condivisione che mi ha dato occasione di essere più specifica e chiarire ulteriormente rispetto al senso della simbologia e la relazione corpo mente.

      Rispondi
    • shanti
      shanti dice:

      Grazie Valerio, hai toccato un’aspetto profondo della simbologia che è poi uno con il senso dello yoga.

      “Diventando” albero, piuma, orso, guerriero, terra, fuoco…sperimentiamo che nel nostro essere “microcosmo” è contenuto l’universo intero e risvegliare questa percezione ci avvicina allo stato di unione con il tutto.

      Rispondi

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *