Alimentazione e yoga, in che modo il cibo influenza la tua emotività?

Lo sapevi che ci sono cibi che agitano e innervosiscono e cibi che favoriscono il rilassamento e la tranquillità?

Una parte importante del percorso dello yoga è l’aspetto dell’alimentazione e nei testi classici si trovano interessanti riferimenti a riguardo.

Corpo e mente si influenzano vicendevolmente e anche con una piccola esperienza nella pratica dello yoga può dare conferma di questo. Non è quindi sorprendente che il cibo che mangiamo possa condizionare la nostra emotività e la qualità della nostra energia.

Particolarmente interessante è quello che si trova scritto nella Baghavad Gita, un libro straordinario, tra i testi fondamentali della yoga.

 Qui si parla di tre caratteristiche energetiche dette guna che permeano tutto ciò che esiste e si ritrovano anche negli alimenti, risvegliando in noi caratteristiche corrispondenti.

Questi tre guna sono detti raja sattva e tamas, sono un’aspetto della filosofia dello yoga che apre ad interessanti considerazioni che non andrò ad approfondire in questo post, in cui mi limito a sintetizzarne il significato in questo modo:

  • rajas: passione, movimento, attivazione
  • sattva: purezza, luminosità, gioia
  • tamas: staticità, oscurità, apatia

Queste caratteristiche energetiche, in modo alterno, costantemente influenzano la nostra esistenza, facendoci sentire e agire di conseguenza. Lo scopo dello yoga è uno stato di coscienza in cui avendo trovato stabile dimora ne Sé e godendo dell’incondizionata gioia dell’Essere, non si è più condizionati da essi.

Per evolversi in questa direzione è particolarmente favorevole l’influenza del sattva guna che genera felicità, salute, leggerezza, chiarezza di pensiero, soddisfazione e pace. Considerato questo gli alimenti “satvici” sono particolarmente indicati nel percorso dello yoga e in generale per chi desidera dal cibo benessere e salute per il corpo e per la mente.

Ecco i tre guna e i vari gruppi di cibi corrispondenti:

  • Rajas: alimenti molto acidi, amari, troppo caldi, salati, piccanti, molto speziati, caffè, zuccheri e farine raffinate. Sono alimenti che stimolano compromettendo però la calma e la chiarezza mentale.
  • Sattva: grassi vegetali crudi, cereali integrali, semi oleosi, frutta, verdure, legumi, germogli e acqua pura sono cibi che favoriscono il potere di auto-guarigione del corpo, contribuiscono a rilassare e rappacificare la mente e l’emotività.
  • Tamas: carne, alcol, aglio, cipolla, tutti i cibi a lunga conservazione e consumati molte ore dopo essere stati cotti, sono privi di vitalità e favoriscono inerzia e apatia.

L’argomento è ampio e assai articolato, in questo post ho solo tracciato delle linee generali che se vorrai metterle in pratica saranno utili per il tuo benessere e per la tua crescita nel percorso dello yoga.

Colui che non ha l’animo attaccato alle sensazioni relative agli oggetti esterni, trova la felicità che ha sede nel Sé. Questi, che per mezzo dell’azione logica, ha raggiunto l’equilibrio nel Braman, gioisce di una imperitura felicità” Bhagavad Gita

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Con Gioia!

Shanti

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foto-shanty-bioShanti Brancolini, Insegnante Yoga, Fondatrice e Direttrice di Passione Yoga, fin da bambina ha avuto modo di avvicinarsi allo yoga e trascorrere lunghi periodi di ricerca e pratica in India. Diplomata presso la scuola quadriennale per insegnanti SIYR e certificata 200 RYT dalla Yoga Alliance in Authentic Yoga System; dal 2004 insegna yoga. » iscritta allí associazione YANI, Yoga Associazione Nazionale Insegnanti.
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4 commenti
  1. Matteo
    Matteo dice:

    Complimenti per il tuo lavoro, sei sempre in gamba, quando passo per il tuo sito un like al cuoricino te lo lascio sempre! Grazie a te ho conosciuto un mondo che non mi era estraneo ma che ora fa parte della mia vita, che è sempre piu ricca.

    Rispondi
      • Matteo
        Matteo dice:

        Grazie a te Shanti, vorrei intervenire anche spiegando ulteriormente che l’alimentazione è strettamente collegata a certe tipologie di comportamento sociale. Citando il lavoro del Prof. Armando D’Elia brevemente si evidenziano chiare corrispondenze che in generale sussistono tra l’ aggressività e il consumo di carne. Tra i vari esempi che lo studioso cita, si trova che in tempo di guerra per favorire le azioni belliche occorre dare ai soldati abbondante carne, indicando la carne al pari di una droga che sviluppa aggressività e l’insensibilità. L’igiene fisica è anche l’igiene dei pensieri. Non a caso la nostra società estremamente aggressiva è ai vertici del consumo di carne. Già a cavallo dell’anno zero il poeta latino Publio Ovidio Nasone commentò questi pensieri dicendo che: “La crudeltà verso gli animali è tirocinio della crudeltà contro gli uomini”. Dopo duemila anni da queste affermazioni sarebbe tempo di cambiare rotta, ognuno nel suo animo, con le sue scelte.

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  2. shanti
    shanti dice:

    Grazie per il prezioso approfondimento, condivido pienamente! La carne è un’alimento che sicuramente non favorisce il benessere e la tranquillità mentale; il terrore che l’animale prova nell’essere ucciso diventa in qualche modo parte di noi quando c’è ne nutriamo. Se non si riesce ad eliminarla del tutto una riduzione significativa nel consumarla non può che essere benefica ed alleggerire il corpo e la mente da un carico di tossine fisiche ed energetiche non indifferenti.

    Rispondi

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