Yoga patrimonio dell’umanità, è giusto pagare per riceverne l’insegnamento?

Argomento scottante e spesso vissuto con conflitto dagli insegnanti yoga.

E’ giusto farsi pagare per qualcosa che serve ad aiutare le persone a stare meglio che è arrivato a noi dalla notte dei tempi, da una catena ininterrotta di maestri e allievi dalle intenzione pure e potenti per il bene dell’umanità? Personalmente ho vissuto per molto tempo su di me questo disagio e lo ritrovo molto spesso in colleghi con cui ci si trova a riflettere e confrontarsi sull’argomento.

Tradizionalmente lo yoga veniva appreso (e in rari casi questo avviene tutt’ora) offrendo un dono al maestro come gesto di gratitudine dell’insegnamento ricevuto. Un dono che poteva essere sotto forma di cibo, vestiti o offerta libera di denaro. Il discepolo andava a cercare il maestro e chiedeva di ricevere gli insegnamenti, richiesta che il maestro poteva rifiutare se per qualsiasi motivo non riteneva il discepolo adatto o pronto. Questo è il percorso classico. Il mio primo maestro indiano non mi ha mai chiesto una tariffa per i suoi insegnamenti. E anche in questo lo yoga, nel suo viaggio tra oriente e occidente  ha vissuto notevoli e necessarie trasformazioni.

Ma anche in India le cose sono cambiate. Vedendo l’interesse degli occidentali per lo yoga, molti maestri si sono aggiornati e organizzati con scuole e programmi ben strutturati. 

E’ una disciplina che va trasmessa con rispetto, mantenendo vivo lo spirito di farlo con la motivazione di contribuire al benessere e al percorso di crescita di altri, allo stesso tempo è indispensabile che dare e ricevere siano in equilibrio. Quello che riceviamo come insegnanti yoga è che una possibilità di continuare a dedicarci allo studio, alla pratica e all’insegnamento: prendere per continuare a dare. E il denaro diventa come il respiro, movimento vitale di continuo dare e ricevere in cui si può continuare a dare se si è ricevuto e ricevere se si è dato. 

Ci sono anche diversi punti da considerare:

  • nella nostra società il senso del valore è profondamente legato ai soldi; dando qualcosa per nulla o per poco, si corre il rischio che le persone non ne apprezziono il valore, traendone così minor beneficio.
  • normalmente gli insegnanti di yoga occidentali hanno speso tanto tempo, energia e denaro per la loro formazione, che comunque spesso (e auspicabilmente) prosegue anche dopo il la certificazione, ed è giusto che questo venga riconosciuto
  • ricevere è un’opportunità per continuare a crescere nel proprio percorso e continuare a donare
  • dare senza ricevere o ricevere senza dare crea uno squilibrio energetico che non è benefico per nessuno
  • la convenzione sociale più semplice e condivisa in occidente è che questo scambio passi attraverso il denaro

Cosa ne pensi a riguardo e quale è la tua esperienza? Lascia un tuo commento!

Con Gioia!

Shanti

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foto-shanty-bio Shanti Brancolini, Insegnante Yoga, Fondatrice e Direttrice di Passione Yoga, fin da bambina ha avuto modo di avvicinarsi allo yoga e trascorrere lunghi periodi di ricerca e pratica in India. Diplomata presso la scuola quadriennale per insegnanti SIYR e certificata 200 RYT dalla Yoga Alliance in Authentic Yoga System; dal 2004 insegna yoga. » iscritta allí associazione YANI, Yoga Associazione Nazionale Insegnanti.
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11 commenti
  1. Ilaria
    Ilaria dice:

    Sull’argomento si dovrebbe parlar chiaro ed essere onesti. Partendo dallo yoga e dall’insegnamento di questa disciplina, escludendo già tutti i ciarlatani che s’improvvisano in merito, rimane una piccola categoria in via di estinzione consapevole di trasmettere un insegnamento spirituale che proporziona gli insegnamenti in uno scambio di dare avere equo e sostenibile a chi veramente è interessato ad un percorso personale. La grande maggioranza invece credendo che il denaro sia respiro e quindi motore vitale di un benessere personale fa della legge del dare avere un proprio tornaconto. Non metto in discussione la qualità dell’insegnamento di questi ma la modalità in cui viene messo in atto. Se nello yoga l’intenzione è gia una proiezione di una messa in atto sul piano reale allora organizzare dei corsi costosi solo perchè si ha paura di offrire un pessimo sevizio solo perchè :”dando qualcosa per nulla o poco si corre il rischio che le persone non ne apprezziono il valore”, si dentota che l’importanza primaria non risiede sul cosa si offre ma sull’economia che vi sta dietro che ne garantisce la qualità di sevizizio. Lo yoga in questo modo diviene importante se è costoso, perchè crea economia per chi lo fa ( organizzo un corso con pincopallo) e motivazione di vanto perchi chi l’ha potuto fare ( ho fatto il corso con pincopallo pagato tanto sai ma meritava..) , diviene pertanto un lusso che genera bisogni e crea differenze, lo yoga in questo modo muore nello spirito, diviene solo un prodotto come un profumo prestigioso, una borsa YSL, un capo d’abbigliamento griffato, un lussouso centro benesere, un prodotto che genera bussines, perfettamente in linea con le ideologie attuali del mercato del benessere di lusso.
    Il vero yoga non è per tutti è per pochi per quei pochi che vogliono correre il rischio d’insegnarlo onestamente secondo la filosofia che lo sottende, e per quei pochi che lo vogliono apprendere nella scomodità di apprendere una pratica, tutto il resto è moda tendenza piacere e tempo libero.

    Rispondi
    • Sanaka
      Sanaka dice:

      Gentile Ilaria,

      Ho letto con interesse il tuo commento; mi piacciono i dialoghi difficili e scomodi. Ammiro anche il coraggio di Shanti nell’avventurarsi in un argomento tanto delicato e controverso.

      La pratica dello Yoga ci insegna ad avvicinarci e a sviluppare i nostri lati piu` puri, autentici e compassionevoli.
      A cosa mi serve essere un maestro “autentico” di Yoga se vivo con astio, rancore e insofferenza?
      Il vero Yogi non e` un’esperto acrobata, ma colui che ha raggiunto una pace interiore che non è mai disturbata dalle circostanze esterne. Lo Yogi non si scompone quando vede persone meno evolute che sono tanto sciocche da cercare di sfruttare il sacro al servizio del proprio ego o del proprio portafoglio.
      Riguardo all’onesta` mi sento di dire che se c’e` una cosa che ho capito e` proprio che la verita` e` un percorso difficile, nell’ignoto, che richiede un grande coraggio; senza sentieri e senza segnali, senza certezze. Un percorso che e` continuamente minato dalla nostra incredibile capacita` all’auto-inganno.

      Oggi sarebbero veramente pochi quelli in grado di passare “l’esame” di accettazione presso un’autentico maestro di Yoga tradizionale. Se da una parte e’ vero che non c’erano pagamenti in denaro, e’ anche vero che il discepolo offriva la sua vita al maestro. Questa e’ una forma di pagamento di gran lunga superiore al costo di un corso odierno. Ed è un impegno che la maggior parte di noi non e’ né pronta, né interessata a sottoscrivere.
      I soldi nel contesto della spiritualita` sono un`argomento complesso e che suscita emotività che non sempre riusciamo a gestire al meglio; molti li considerano incompatibili fra loro.
      Io vedo i soldi come un mezzo di scambio, che viene usato per comodita`. I soldi rappresentano la nostra energía. Di per se` non sono né positivi né negativi, quello che li definisce e` la nostra coscienza, come noi ci poniamo in relazione ai soldi; sono come un coltello che puo` uccidere o salvare.

      Il fatto che la nostra limitata e fallibile natura umana ci ha portato a profanare il sacro in ogni campo (yoga incluso); il fatto che il nostro narcisismo ci spinge ad usare tutto e tutti per gratificare il nostro ego; non mi sembrano ragioni valide per smettere di praticarlo. Piuttosto, questi esempi possono servirci come ammonimenti che ci possono aiutare a migliorare la nostra pratica personale.
      Per me la grandezza e la magnificenza dello Yoga stanno proprio nel fatto che pur essendo una tradizione millenaria, offre tutt’oggi soluzioni valide e utili all’uomo moderno. Perso nelle citta’ di cemento e assillato da livelli di stress senza precedenti nella storia, trova così un faro nella tempesta.

      La grandezza dello Yoga sta proprio nel fatto che, nonostante la limitata volonta`/serieta` e incapacita` dell`uomo moderno di applicarsi appieno come facevano i grandi mistici di un tempo, offre comunque un sollievo e un dono molto valido, senza pari forse, sia a livello físico che psichico e – per chi è disposto ad andare sempre più in profondità nella pratica – anche spirituale.
      La grandezza dello Yoga non e’ limitata né dal tempo, né da rigidi schemi.
      Lo Yoga, come la Vita, reciproca in proporzione ai nostri desideri e alla nostra applicazione.
      E’ un viaggio graduale e che dura tutta la vita e forse molte vite.

      Se per noi fosse necessario praticare lo Yoga in modo perfetto fin da principio, saremmo messi proprio male. Il merito di quest’eredita` tramandataci dai grandi maestri del passato è proprio che, nonostante le nostre mancanze, ne possiamo comunque trarre un beneficio senza pari.

      Rispondi
    • shanti
      shanti dice:

      Ciao Angela!
      Spero che condivideremo ancora momenti di pratica, magari quando i tuoi bimbi sono più grandi potrai prenderti qualche giorno di vacanza yoga per te…
      Ti abbraccio forte!

      Rispondi
  2. valentina
    valentina dice:

    Cara Shanti, queste riflessioni sono molto condivisibili.

    Anche quando il valore che diamo ad una cosa è molto profondo abbiamo la necessità di renderlo numerico per questioni pratiche.

    Nel mio ambito lavorativo questo succede e ti confesso che nei miei sogni ci sarebbe quello di poter lavorare senza dare un valore moneterio a quello che faccio.
    Perchè alla fine, si traduce in un “vendere” con il rischio di dare un’accezione negativa a questo termine.

    Il baratto comunque sarebbe moolto interessante da provare….

    Rispondi
    • shanti
      shanti dice:

      Ciao Valentina, grazie della tua condivisione!
      Sì il baratto è una buona idea, in alcuni casi riesco ad applicarlo ed è un bel modo di condividere le proprie competenze in scambio di altre.
      Un abbraccio a presto!

      Rispondi
    • shanti
      shanti dice:

      Ciao Maria Cristina 🙂
      sono d’accordo con te…il compenso dovrebbe essere tale da poter consentire anche a chi ha un reddito basso di poterselo permettere, e aggiungo…e tale da potere bilanciare l’investimento di energia tempo e denaro che l’organizzazione di questi eventi comporta.
      Ma purtroppo spesso le due cose non coincidono, meglio quindi fare qualcosa per qualcuno che niente per nessuno.
      E on line c’è talmente tanto materiale gratuito, anche molto valido, che chi è veramente motivato in questo percorso può fare moltissimo da autodidatta e avere anche gratuitamente indicazioni e sostegno come per esempio faccio io attraverso questo blog e le mail private che ricevo.

      Rispondi
  3. Francesco
    Francesco dice:

    Cara Shanti, nel mio percorso di formazione personale ho avuto l’immensa fortuna di incontrare personalmente un grande Guru come Gurumayi ,Guru del Siddha Yoga, e un altro sentiero come l’ Ananda Marga, nel primo molti corsi sono a pagamento,magari esagerato visto le attuali condizioni mondiali,nel secondo tutto l’insegnamento che avviene attraverso un monaco (Dada) o una monaca (Didi) sono gratuiti,ed eventualmente solo dei ritiri sono a pagamento a cifre veramente modeste,alla portata direi di tutti,esempio 3 giorni di ritiro con due notti di alloggio e vitto per tre giorni più corsi a circa 140/180 euro totali. E molte volte vengono anche incontro alle persone. Direi che un piccolo pagamento sia utile per chi partecipa come proposito di impegno personale altrimenti,e ho visto molte persone farlo,si partecipa e allo stesso tempo si è disinteressati, in pratica non non si ottiene nessun beneficio dall’aver partecipato ad un determinato evento. Sono d’accordo anche a varie forme di partecipazione,come esempio il baratto,ma se guardiamo bene anche quello è un impegno che una persona si prende per voler partecipare ad un evento. Mi è stato insegnato anche che la Esse di Soldi fa parte delle Tre Esse particolarmente ostiche per la crescita spirituale e sono Sesso,Soldi e Seva inteso come Servizio Disinteressato al Maestro. Noi possiamo dire e pensare molte cose ma questo percorso si chiama Yoga.

    Rispondi
    • shanti
      shanti dice:

      Caro Francesco…solo ora vedo il tuo commento che per qualche motivo mi è sfuggito…grazie!
      Sono d’accordo con te rispetto al fatto che un pagamento come proposito di un’impegno personale è necessario. Rispetto alle tre Esse non ho ben capito…ad ogni modo credo tutte possono essere utilizzate in modo positivo o meno in base alle intenzioni che muovono le persone. Un caro saluto, Namasté.

      Rispondi

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