Una facile e potente pratica per ridurre ansia, stress, disagio e dolore

Abbinata alla pratica dello yoga ne potenzia i benefici, ma anche fatta in qualsiasi momento della giornata può cambiarti la vita.

Uno dei principi cardine dello yoga della risata, si fonda sul fatto scientificamente provato che sorridere o ridere anche se la risata o il sorriso non sono spontanei, porta profondi benefici psicofisici (leggi QUI alcuni studi a riguardo).

E’ raccomandato quindi mantenere il sorriso durante la pratica dello yoga, ne amplifica significativamente i benefici; oppure come facile ma potente pratica di meditazione abbinare l’ascolto del respiro il sorriso e la gratitudine.

Per verificare i vantaggi dell’applicazione combinata del sorriso e della gratitudine, presso l’Unità Operativa di Week  Surgery dell’Ospedale di Città di Castello (USL1 Umbria) è stato condotto uno studio sperimentale (Giombini F, Bacchetta R, Machi G; (2013) Effetti del sorriso e della gratitudine, con l’applicazione della “Tecnica del campo G.I.A.” in pazienti operati in regime di One Day Surgery.-Professione infermiere Umbria n1/13 p.21-25) applicando la tecnica del campo G.I.A. (Gratitudine Incondizionata Anticipata) di Fabio Marchesi (Marchesi F, 2012).

La tecnica del campo G.I.A.(Gratitudine Incondizionata Anticipata) è di facile esecuzione e consiste nell’associare il sorriso artificialmente indotto, alla parola grazie ripetuta in modo continuato per alcuni minuti, durante le fasi della respirazione sia in espirazione che in inspirazione, una volta al secondo per almeno 5 minuti.

I pazienti arruolati allo studio furono divisi in due gruppi e quelli che applicarono la tecnica in varie fasi, prima e dopo l’intervento chirurgico, rispetto al gruppo di controllo, ottennero i seguenti risultati registrati tramite la somministrazione di un questionario per la valutazione dello stato emotivo-psicologico (CBA-VE) e la scala NRS (Numeral Rating Scale) per la valutazione del dolore:

Nei pazienti che applicarono il sorriso e la gratitudine tramite la tecnica, si è registrato un miglioramento statisticamente significativo nella percezione dell’ansia, della depressione, del disagio e del dolore.

A fronte di un basso costo aggiuntivo vista la semplicità della tecnica e la facilità di esecuzione in piena autonomia da parte del paziente, si è ottenuta un’importante riduzione dello stress postoperatorio dei pazienti, nei valori dell’ansia, del disagio e della depressione che ha inciso anche sul benessere fisico tramite una ridotta percezione del dolore. Per questi motivi la tecnica può permettere una riduzione del consumo dei farmaci sia ansiolitici sia antidolorifici, con una riduzione dei costi, influenzata anche da una minore probabilità d’insorgenza di complicanze intra e postoperatorie. Inoltre si è riscontrato, assieme all’aumento del comfort del paziente durante il periodo di degenza, anche un miglioramento della soddisfazione lavorativa dei medici e degli infermieri.

Questi risultati quindi, anche se ottenuti in un gruppo di 30 pazienti, dovrebbero spingere gli stessi operatori sanitari ad applicare la gratitudine, il sorriso e la risata, ogniqualvolta siano in procinto di compiere procedure di competenza o successivamente al loro svolgimento. Lo scopo è quello di ridurre lo stress, l’ansia e le altre reazioni emotive e il rischio degli effetti nocivi a livello cardiovascolare e psicologico.

Puoi abbinare quindi questa pratica a quella dello yoga, oppure a qualsiasi altra attività: quando cammini, guidi, cucini o pulisci casa…Le emozioni e la qualità di energia che porti nella tua vita sono incredibilmente contagiose, se coltivi positività e gioia in te inevitabilmente chi ti avvicina ne sarà silenziosamente e positivamente influenzato.

“Non c’è miglior ospedale di un corpo felice”  -Silvano Agosti

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Francesco Giombini: Medico Chirurgo e Specialista  in Anestesia e Rianimazione e Agopuntura. Esperto di Medicina Tradizionale Cinese, amante delle medicine alternative, delle filosofie orientali. Ha una visione olistica dell’uomo, della natura e del mondo, che lo spinge a ricercare i punti di unione tra la scienza e la spiritualità.
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