Lo yoga è una disciplina individualistica ed egocentrica?

La pratica dello yoga è spesso considerata una disciplina egocentrica, ma è davvero così? Pochi ne sono consapevoli, ma ognuno di noi costantemente e profondamente influenza chi lo circonda sotto tutti i punti di vista, prendersi cura di se, generare positività in sè stessi, porta potenti benefici anche a tutte le persone che incontriamo e non solo. 

I nostri pensieri e le nostre azioni modellano costantemente e ripetutamente le connessioni neurali presenti nel nostro cervello, questo è quello che ci dice la neuroscienza, ma in una recente ricerca condotta nei social network, si è visto anche che gran parte dei nostri atteggiamenti è contagiosa. Le nostre abitudini, il modo di fare e le azioni si diffondono attraverso una stretta rete di connessioni per “contagiare” le persone intorno a noi. Secondo questa teoria il nostro comportamento e i nostri atteggiamenti non influenzano solo le persone con cui interagiamo direttamente come i familiari, gli amici o i colleghi di lavoro, ma l’influsso di ciascuno di noi sembra estendersi ad altri individui fino al terzo grado relazionale. Abbiamo quindi una grande responsabilità e potere di apportare non solo cambiamenti positivi nella nostra vita ma anche di plasmare il comportamento di un numero incredibilmente alto di persone.

1.000 sono le persone stimate in media entro il terzo grado relazionale dagli studiosi Fowler e Christakis. Si tratta di un vero e proprio effetto onda!

La scelta di rendere noi stessi più felici, cambiando il nostro stile di vita, il nostro atteggiamento mentale, il nostro aspetto anche semplicemente sorridendo di più e conseguire un successo maggiore, non è dunque assolutamente una scelta egoistica, poiché abbiamo concretamente la possibilità di migliorare la vita di altre 1.000 persone. Come spiega James Flower: “Sono consapevole del fatto che, con il mio atteggiamento, non sto influenzando soltanto mio figlio, ma potenzialmente anche la madre del migliore amico di mio figlio”. Sorridete dunque e tutto il mondo vi sorriderà!

Gran parte di questo processo è dovuto ai neuroni specchio, cellule specializzate a percepire e riprodurre i sentimenti, le azioni e le sensazioni fisiche di un altro individuo. Il nostro cervello processa costantemente i sentimenti di chi ci circonda, prendendo nota dell’inflessione della voce, dell’espressione negli occhi, e della postura, e noi li riproduciamo involontariamente. In un contesto lavorativo ad esempio questo si traduce in un tono emotivo di gruppo. Cambiare il proprio comportamento, anche solo l’espressione facciale con un sorriso o la postura aprendo bene le spalle all’indietro, determina un cambiamento emotivo e in un gruppo una maggiore collaborazione, meno conflitti interni e performance migliori.

“Siamo tutti nati per rendere manifesta la gloria che c’è dentro di noi”, come scriveva Nelson Mandela, e “quando lasciamo la nostra luce risplendere, inconsciamente diamo alle altre persone il permesso di fare lo stesso.”

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Francesco Giombini: Medico Chirurgo e Specialista  in Anestesia e Rianimazione e Agopuntura. Esperto di Medicina Tradizionale Cinese, amante delle medicine alternative, delle filosofie orientali. Ha una visione olistica dellíuomo, della natura e del mondo, che lo spinge a ricercare il modo di conciliare la scienza con la spiritualità.
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