La scienza svela il segreto degli esercizi yoga

Si sa che lo yoga fa bene, ma che cosa esattamente rende la pratica degli esercizi yoga così efficacie e benefica per il corpo e la mente?

La pratica degli esercizi yoga fa bene, questo è talmente ovvio, che in realtà non c’è affatto bisogno che venga dimostrato da ricerche scientifiche. E’ sufficiente che osservi su di te le trasformazioni psicofisiche che avvengono già dopo poche sessioni; rifletti sul fatto che se dopo migliaia di anni c’è ne occupiamo ancora un buon motivo c’è e che centinaia di migliaia di persone, in numero sempre crescente, traggono benefici dalla sua pratica.

Ma fino a non molto tempo fa, nessuno era in grado di spiegare con esattezza perché e come, lo yoga sia in grado di migliorare tutta una serie di disturbi che vanno dalla depressione, all’ansietà, dal diabete ai dolori cronici e persino l’epilessia. (Vedi anche: sindrome del colon irritabile; sclerosi multipla; stress e infiammazione).

Di recente, un gruppo di ricercatori della facoltà di Medicina dell’Università di Boston, il dott. Chris Streeter e il suo team, hanno fatto ricerche al riguardo e sono arrivati all’interessante conclusione che la pratica dello yoga aumenta il tono vagale. Molti neanche sanno che abbiamo un nervo vago e che può essere “tonificato”, ma di fatto è così; e la comprensione di questo svela l’efficacia della pratica dello yoga.

Ma che cos’è il tono vagale?

Il nervo vago, il più ampio dei nervi craniali, parte dalla base del cranio e attraversa tutto il corpo, influenzando i sistemi respiratorio, digestivo, cardiaco e interviene nel regolare tutte le principali funzioni corporee; così come la capacità di assimilare, elaborare e dare un senso alle nostre esperienze.

Quando il nervo vago è tonificato quindi, puoi avvertirlo osservando miglioramenti a differenti livelli, come: la digestione, l’attività cardiaca e l’umore. Ti rende inoltre più facile passare da uno stato di iperattività e di stress, a uno stato di rilassamento e viceversa, cosa che ti mette in grado di gestire le sfide della vita, con la giusta dose di energia, impegno e agio. Quando questa condizione di flessibilità è costante, è indice di un tono vagale ottimale.

Lo yoga aumenta il tono vagale

Un “basso tono vagale” è correlato a uno stato di salute carente e a una condizione di esaurimento generale: depressione, digestione lenta, aumentata frequenza cardiaca, umore instabile e difficile da gestire. Non è sorprendente quindi, che esso sia associato proprio a quei disturbi che mostrano, non a caso, un miglioramento significativo dopo una pratica di yoga. 

I ricercatori infatti hanno osservato che la pratica dello yoga aumenta il tono vagale, con conseguenti miglioramenti di quei disturbi che si sono riscontrati dalla pratica di differenti tecniche ed esercizi yoga. Per esempio, la respirazione detta “ujjayi pranayama”, che aumenta la risposta al rilassamento, così come la variabilità del battito cardiaco (VFC); e la recitazione della sillaba OM eseguito a voce alta, che aumenta anche essa il tono vagale e la capacità di rilassamento, più che se eseguito silenziosamente.

Comprendere cos’è il tono vagale chiarisce il fatto che per essere in uno stato ottimale di benessere psicofisico, non è necessario realizzare un stato di costante rilassamento ed immunità dallo stress, ma trovare la flessibilità (determinata dal tono vagale appunto) di passare con facilità da uno stato all’altro, in modo che le polarità del sistema nervoso (simpatico e parasimpatico, arrivante e calmante) siano in equilibrato rapporto tra di loro.

Questo ci rende più resilienti, sia fisicamente che mentalmente nell’affrontare le mutevoli circostanze della vita perchè come ci ricorda l’antica saggezza orientale “La vera quiete è nel procedere quando è tempo di procedere e fermarsi quando è tempo di fermarsi” (I Ching)

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Ispirato al post: https://yogainternational.com/article/view/scientific-research-how-yoga-works

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foto-shanty-bioShanti Brancolini, Insegnante Yoga, Fondatrice e Direttrice di Passione Yoga, fin da bambina ha avuto modo di avvicinarsi allo yoga e trascorrere lunghi periodi di ricerca e pratica in India. Diplomata presso la scuola quadriennale per insegnanti SIYR; insegnante certificata 200 RYT dalla Yoga Alliance; dal 2004 insegna yoga. E’ iscritta all’Associazione YANI, Yoga Associazione Nazionale Insegnanti.
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4 commenti
  1. Rosa Maria
    Rosa Maria dice:

    Cara Shanti, avevo completamente dimenticato che lo yoga agisce sul nervo vago e, di conseguenza, su molte altre cose e spesso mi chiedevo perchè ogni volta che esco dal corso di Yoga mi sento molto meglio di quando sono arrivata e quindi ti ringrazio per avere pubblicato quello che avevi già detto. Grazie di tutto perchè sento che lo yoga mi aiuta ad invecchiare meglio.
    Rosa Maria

    Rispondi
    • shanti
      shanti dice:

      Carissima Rosa Maria,
      sono molto felice che che sia le lezioni che i post ti sono di aiuto e che senti che lo yoga ti aiuta ad invecchiare meglio!
      Un grande abbraccio a presto!

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  2. Manuele
    Manuele dice:

    interessante articolo. mi piace sempre riconoscere la differenza tra fitness e yoga nelle descrizioni delle posizioni. è vero che è il corpo che lavora, ma senza il supporto dei chakra non c’è muscolo che si sposta!
    namaste.

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    • enza
      enza dice:

      Ciao Manuele,
      mi chiamo Enza, sono particolarmente attratta dallo yoga e da tutto il suo mondo. Il tuo commento mi ha incuriosita perché anche se conosco i chakra, non conosco cosa significa “senza supporto dei chakra non c’è muscolo che si sposta” e la cosa mi affascina particolarmente. Cosa significa? potrei avere gentilmente delle indicazioni?
      grazie
      e un grazie particolare a Shanti e a tutto il suo staff. Siete fantastici!

      Rispondi

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