Esercizi yoga e infortuni: 7 modi per evitarli

Praticare esercizi yoga è coinvolgente e straordinario per la salute di corpo e mente; ma può danneggiarti se non tieni presente alcune regole fondamentali.

Con la crescente e rapida diffusione dello yoga e delle persone che lo praticano, si sente sempre più spesso, come un ritornello, la lunga lista di accattivanti benefici che la pratica degli esercizi yoga offre.

Un ventaglio che copre un’ampia gamma di risultati, dagli aspetti mentali ed emotivi a quelli più fisici; buona parte dei quali confermati da studi fatti da università e pubblicati in riviste scientifiche. (http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3193654/)

E tra l’entusiasmo di chi scopre lo yoga ed è “amore a prima vista” e gli interessi economici che ci sono dietro, più o meno volontariamente vengono tralasciati i rischi che comporta.

Se ne parla poco, ma le statistiche registrano un crescente numero di infortuni dovuti alla pratica di questa disciplina. ( http://6thfloor.blogs.nytimes.com/2013/01/10/the-healing-power-of-yoga-controversy/ )

Ecco 7 modi per evitare di farti male

Anche se ti sembra già di conoscerli ti invito a leggere con attenzione fino in fondo.

 

1. Lascia da parte la competizione

Uno dei modi più facili per farti male è paragonarti agli altri e pensare che per ottenere il meglio dalla pratica devi aderire a qualche modello o a un rigido schema.

Non guardarti in giro per vedere cosa e come stanno facendo gli altri.

Togliti dalla testa di diventare “bravo” a fare yoga, lo scopo dello yoga non è diventare “bravi”

Lo scopo di fare esercizi yoga è stare bene; conquistare vigore e benessere psicofisico; conoscere e migliorare sé stessi; manifestare potenzialità e risorse e per chi interessato anche all’aspetto spirituale, risvegliare il ricordo della propria essenza divina.

3. Ascolta il tuo corpo SEMPRE

Facile a dirsi meno a farsi.

La mente tende a divagare di continuo, tenerla presente alla pratica che si stà facendo mette alla prova anche i praticanti di lunga data.

E anche questo fa parte di un percorso, di un allenamento continuo, che diventa anche disciplina della mente; essenziale per gli stadi più elevati dello yoga (pratyahara; dharana; dhyana; samadhi).

Specialmente quando ti sembra di padroneggiare qualche esercizio o posizione in particolare, il livello di attenzione si abbassa; ed è facile in questo stato scivolare in una sorta di automatismo per cui anche se stai facendo la pratica, la mente è altrove.

E a volte può bastare un attimo di distrazione per farti male.

 

3. Rispetta i tuoi limiti

Quindi: un attimo prima di sentire male smetti, un attimo prima che quella tensione diventi dolore fermati.

Lascia spazio all’ispirazione e alla voglia di esplorare nuove possibilità, ma nel rispetto dei limiti che quel momento ti permette.

Il primo principio dello yoga è ahimsa non violenza, incomincia a praticarlo nei tuoi confronti durante la pratica.

Non dico che devi arrenderti al tuo limite attuale di flessibilità o forza, ma attraverso la pratica cerca scoprire la differenza tra il disagio che è necessario per migliorare e il disagio che anticipa il farsi male.

E siccome non c’è un punto di arrivo, goditi ogni passo senza fretta. Più che di una pratica infatti, sarebbe più adatto parlare dello yoga come di un processo, che è uno con il processo e i ritmi della vita e del corpo che sono in costante trasformazione.

 4. Fai attenzione al caldo

 

In generale quando il corpo è molto caldo (sia dovuto all’ambiente o al fatto che si è fatto un intenso riscaldamento) è più difficile avere la percezione del limite, tale circostanza richiede quindi una particolare attenzione e cautela.

Se il caldo è poi intenso e artificiale, come nel caso di chi pratica ’”hot yoga”  che stà prendendo piede anche qui in Italia, i tendini tendono ad allungarsi più di quanto accade in circostanze normali.

E tieni presente che lo stiramento di un muscolo e lo stiramento di un tendine sono due cose ben diverse:

  • I muscoli hanno un’irrorazione di sangue abbondante e se si ferisce un muscolo la guarigione è relativamente breve.
  • I legamenti e i tendini invece hanno un minimo apporto di flusso sanguigno, il che significa che se vengono stirati troppo, il tempo di guarigione può durare alcuni mesi o addirittura anni. Delle volte la lesione può essere irrecuperabile e in tal caso si dovrà imparare a convivere con essa.

Così, anche se sei tentato a spingerti oltre il limite, in uno stato di intenso calore (specialmente se artificiale) è bene non arrischiarti troppo: le conseguenze possono essere molto costose.

5. Ricerca un equilibrio tra elasticità e tonicità

 

E’ un pensiero diffuso che più si è elastici meglio è; e molte proposte di yoga sono focalizzare soprattutto ad aumentare l’elasticità.

La struttura muscolare è come un vestito, che se troppo stretto – troppo tono muscolare – porta rigidità, impedisce la libertà di movimenti e il respiro; ma anche se è un vestito troppo largo non è certo utile: le articolazione perdono stabilità, sono poco controllabili e possono facilmente cedere.

La forza chiude, l’elasticità apre.

E se si tiene presente che lo yoga è la ricerca di equilibrio tra gli opposti, sia dal punto di vista energetico ( ida e pingala, energie “maschili” e “femminili” che ci sono in noi …) è chiaro che anche lavorando a livello fisico dobbiamo procedere creando equilibrio.

6. Pratica con insegnanti qualificati, mai in modo indiscriminato

Praticare in modo autonomo, senza per forza frequentare dei corsi è possibile e offre alcuni vantaggi che non si hanno in una pratica di gruppo.

Ma di tanto in tanto è essenziale, anche per gli insegnanti, praticare con una guida qualificata, per trovare nuova ispirazione e indicazioni, per migliorarsi, correggersi e perfezionare, con i propri tempi, ma ininterrottamente, la propria pratica.

Non accettare qualsiasi consiglio o pratica acriticamente solo perché lo yoga “fa bene”. Non affidarti indiscriminatamente a questa disciplina, nata in tempi, luoghi e con motivazioni ben diverse da quelle attuali.

7. Ricerca il corretto allineamento

 

Spesso è sufficiente qualche accorgimento di allineamento o l’utilizzo di un semplice sostegno per praticare ottenendo i massimi benefici, in sicurezza.

Continua a seguirmi, presto pubblicherò un post con le indicazioni di base per un buon allineamento.

Pur applicando tutte queste cose, può comunque accadere di farsi del male

e non va visto come un fallimento: non è sbagliato sbagliare e delle volte fare un passo indietro è proprio quello che ci vuole per andare avanti.

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foto-shanty-bioShanti Brancolini, Insegnante Yoga, Fondatrice e Direttrice di Passione Yoga, fin da bambina ha avuto modo di avvicinarsi allo yoga e trascorrere lunghi periodi di ricerca e pratica in India. Diplomata presso la scuola quadriennale SIYR è insegnante certificata 200 RYT dalla Yoga Alliance; dal 2004 insegna yoga. E’ iscritta all’Associazione YANI, Yoga Associazione Nazionale Insegnanti.
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12 commenti
  1. Fulvia
    Fulvia dice:

    Grazie, trovo i tuoi consigli fondamentali, specialmente dopo avere in passato praticato altri sport che invece hanno sempre la filosofia del “forzare i limiti”! Non è facile evitare questo questo per me con lo yoga, che fatica!

    Rispondi
    • shanti
      shanti dice:

      E’ comprensibile…forse ti può aiutare pensate che nel caso dello yoga procedere lentamente ti fa “arrivare” prima e se sei costante con il tempo troverai il tuo equilibrio nella pratica.

      Rispondi

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