5 strategie per praticare yoga con costanza

Praticare yoga con costanza può letteralmente trasformare la tua vita, eppure è il principale ostacolo per molti: ecco come superarlo!

La scoperta dello yoga è stato “amore a prima vista”,  ti ha aiutato in momenti difficili della tua vita e hai già toccato con mano i benefici rigeneranti che la pratica degli esercizi yoga ti offre, ma non riesci ad essere regolare nella pratica…

Tutte le volte che il corpo indolenzito da qualche tensione richiama la tua attenzione o il carico emotivo diventa eccessivo; ripensi con nostalgia ai periodi della tua vita in cui hai praticato con costanza: ti sentivi in gran forma e avevi la sensazione che nonostante le difficoltà del momento avevi l’energia necessaria per affrontarle.

Famiglia, lavoro, imprevisti… ti destreggi con l’abilità di un funambolo ma è comunque difficile farci rientrare tutto e quello che per primo tralasci è proprio una pratica e un tempo da dedicare a te stessa.

Ti dispiace, sai che è importante per te ma rimandi e i giorni passano e i mesi passano.

Ecco quindi 5 strategie per trovare quella costanza che trasformerà letteralmente la tua vita, forse lentamente ma inesorabilmente; un bene irrinunciabile e tutto sommato a tua disposizione, sempre.

1. crea una pratica “su misura”

Per creare un’abitudine alla pratica, per un certo periodo di tempo dovrai darti una regola da seguire e questo potrebbe richiedere un certo sforzo.

Questo se ci pensi bene non è una questione che riguarda solo lo yoga, ma ogni aspetto della vita: tutte le volte che vuoi migliorare qualcosa devi fare azioni nuove  e questo implica un iniziale sforzo per contrastare l’inerzia delle abitudini precedenti.

Ma allo stesso tempo se cerchi di importi grandi cambiamenti ti confronterai con grandi resistenze che ti renderanno difficile o impossibile procedere. Un buon modo quindi è incominciare con poco e con una modalità che ti sia calzante per rendere il cambiamento possibile e duraturo.

Prima di tutto, tenendo presente dei tuoi vari impegni e stile di vita, decidi quanto tempo vuoi dedicare allo yoga.

Se una pratica giornaliera ti sembra eccessiva rispetto al tempo che hai a disposizione, decidi per una frequenza di 2-3 volte a settimana.

Se anche questo ti sembra troppo, decidi di praticare un solo giorno a settimana. Se riuscirai ad essere costante anche con il poco che ti senti di fare agevolmente, comunque i benefici non tarderanno ad arrivare.

Quando hai stabilito questo, decidi gli orari e gli esercizi yoga a cui dedicarti.

A questo punto inserisci nella tua agenda il giorno e l’ora, ed ecco hai gettato una primo solido fondamento su cui costruire e fare crescere la tua pratica!

2. pratica regolarmente con insegnanti qualificati

Lo yoga è un viaggio non una destinazione; condividere questo viaggio con chi come te ne è appassionato e ha fatto qualche passo in più lungo questo sentiero è di fondamentale importanza.

La pratica degli esercizi yoga è tanto alla portata di tutti quanto immensa e partecipare a lezioni, seminari, vacanze yoga, ti permetterà pian piano di aumentare la tua conoscenza, migliorare la tua pratica e mantenere vivo l’entusiasmo.

3. identifica lo scopo per cui pratichi

Lo yoga nasce con lo scopo di sollevare la coscienza individuale a quella universale e risvegliarci alla percezione che tutto è Uno.

Ma al contempo le varie tecniche offrono numerosi benefici psicofisici, per cui anche chi non aspira a quello che è l’obbiettivo tradizionale dello yoga, può riceverne molto.

Definire le tue motivazioni nei confronti dello yoga ti permette di evitare la sensazione di perseguire un obbiettivo inarrivabile, o che non corrisponde a ciò che veramente aspiri in questo momento.

La regola raccomandata è una pratica di 6 giorni su 7, nel caso di insegnanti e di chi ha deciso di dare allo yoga un posto primario nella propria vita deve sicuramente essere così.

Ma non tutti hanno le stesse aspirazione e in oltre 10 anni di insegnamento sono continuamente testimone di persone che da una pratica regolare di solo 1 / 2 volte a settimana ne traggono numerosi benefici. Magari non diventano dei praticanti “perfetti” ma le motivazioni per cui fanno yoga sono ampiamente soddisfatte.

Importante che nella tua modalità trovi costanza; come suggerito nel punto 1 scegli una pratica su “misura” e una volta definite le tue motivazione (che potranno cambiare strada facendo) avrai dei riferimenti, delle linee guida che ti corrispondono pienamente.

Ora ti puoi immergere totalmente nel processo della pratica, smetti di “fare” yoga, “diventa” yoga e goditi il viaggio che sarà pieno di scoperte!

4. l’ attitudine che ti aiuta

Nel mentre che impari “cosa” fare, ricorda che il “come” è altrettanto importante, e anche di più.

Presenza, gratitudine, umiltà, entusiasmo, semplicità, curiosità, leggerezza (diversa dalla superficialità) saranno il nutrimento di un percorso autentico e vivo.

Pratica mettendo tutta te stessa in ciò che stai facendo e questa totale dedizione ti aprirà alla percezione della stupefacente bellezza che è in te e intorno a te.

Nell’ infinitamente grande come nell’ infinitamente piccolo la vita si muove a ritmi alterni di attivazione e riposo, di espansione e contrazione, a questo pulsare del respiro di Cielo e Terra diamo il  nome di stagioni.

Ognuno di questi momenti ha una sua energia particolare,  abituati a considerare la tua pratica anche in relazione a questi ritmi, questo ti aiuterà a sperimentare un’armonia che nasce dalla partecipazione alla Vita dell’universo intero.

Inoltre credo che è molto importante il modo in cui inizi e concludi la pratica e l’intenzione che ci metti è potente; a questo proposito se non lo hai ancora fatto leggi questo post: Come iniziare e concludere i tuoi esercizi yoga

5. sii flessibile

Tutto in noi e intorno a noi è costantemente mutevole.

Se riuscirai ad essere flessibile tanto da adattare la tua pratica agli impegni quotidiani ai cambiamenti inevitabili a cui andrai incontro, la renderai come l’acqua di un fiume: capace di riempire gli avvallamenti, di raggirare gli ostacoli e con un percorso magari tortuoso ma inarrestabile, ti ricongiungerà immancabilmente al mare della Vita Universale.

Un essere umano è parte di un tutto che chiamiamo ‘universo’. Sperimenta se stesso, i pensieri e le sensazioni come qualcosa di separato dal resto, in quella che è una specie di illusione ottica della coscienza. […] Il nostro compito è quello di liberarci da questa prigione, per abbracciare tutte le creature viventi e tutta la natura nella sua bellezza. Albert Einstein

Ti è piaciuto questo post? Condividilo ora con i tuoi amici!

[box type=”shadow”]

foto-shanty-bioShanti Brancolini, Insegnante Yoga, Fondatrice e Direttrice di Passione Yoga, fin da bambina ha avuto modo di avvicinarsi allo yoga e trascorrere lunghi periodi di ricerca e pratica in India. Diplomata presso la scuola quadriennale per insegnanti SIYR, insegnante certificata 200 RYT dalla Yoga Alliance; dal 2004 insegna yoga. E’ iscritta all’Associazione YANI, Yoga Associazione Nazionale Insegnanti.
Leggi la mia biografia

[/box]

 

 

 

 

 

4 commenti
  1. Angela
    Angela dice:

    COme sempre meravigliosamente connessa con la vita, mi hai raggiunto anche oggi con questo contributo prezioso rinnovando la certezza che siamo parte di un tutto e che il corpo transeunte che ci ospita e di cui siamo responsabili in fondo appartiene agli elementi e all’Universo più che a noi stessi. E così nei ritmi stagionali o quotidiani che a volte ci allontanano dall’essenziale e dalla cura del “nostro” corpo.
    Mantenerlo nel benessere è quanto di meglio possiamo fare. Nel nostro piccolo …
    Grazie Shanti!

    Rispondi
    • shanti
      shanti dice:

      Ciao Angela! Per qualche motivo mi era sfuggito il tuo commento…
      Grazie por la tua bella condivisione e riflessione! Un caro saluto a presto!

      Rispondi
  2. Sissy
    Sissy dice:

    ciao,
    Che bello leggere il tuo blog,
    Io fino ad ora ho praticato con costanza le asana.
    Ma in questo periodo mi son iscritti in una bella palestra con piscina dove ogni tanto c’e’ e’ pure un corso di yoga e c’è’ la sala macchine/ attrezzi .
    Vorrei da sola ogni tanto far yoga nella sala attrezzi della palestra come riscaldamento e stretching/ rilassamento prima e dopo la ginnastica con attrezzi .
    Non vorrei perdere l’ abitudine della costanza di yogA.
    Quali posizioni son più adatte per il riscaldamento e quali per lo stretching ?
    Ho provato alcune posizioni di riscaldamento da te suggerite ,e trovo che sia utile farle e si senta davvero la differenza .

    Grazie mille .
    Sissy

    Rispondi
    • shanti
      shanti dice:

      Ciao Sissy!
      Per il riscaldamento non ti consiglio di fare posizioni, che dovresti farle quando sei già calda, ma sequenze di movimenti guidati dal respiro es. il saluto al sole, alla luna o altri (ne trovi un diversi sul mio canale you tube e un’altro lo pubblico la prossima settimana: https://www.youtube.com/channel/UC9ssVCNwlH4LonEDGsVjtuw) e dopo avere fatto ginnastica puoi fare delle posizioni yoga. Non ti posso dire esattamente quali perchè non so che tipo di lavoro fai e non ti conosco, ma grosso modo piegamenti in avanti, indietro, laterali e torsioni possono bastare, poi osserva tu l’effetto che ti danno le diverse posizioni e pian piano riuscirai a selezionare quelle che più ti si confanno. Ad ogni modo ti consiglio di fare delle lezioni con un bravo insegnante dal “vivo” 😉
      Buona pratica!

      Rispondi

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *