Ecco alcune idee “bussola” utili per farti strada nella giungla sempre più fitta e confusa del mondo dello yoga.

Attualmente si stimano 1.200.000 praticanti di yoga in Italia in aumento ogni anno. In questa espansione da un lato auspicabile, sempre più spesso si chiama yoga pratiche che hanno ben poco a che fare con lo yoga, proposte che a volte si allontanano talmente tanto dallo yoga, da avere di questa disciplina soltanto il nome. O nel migliore dei casi che ne comprende una piccolissima parte…questo genera confusione e spesso quello che viene trasmesso come essere yoga di certo non rende il giusto onore a una disciplina straordinariamente ricca e il potenziale dei benefici che potrebbe offrire viene ridotta enormemente.

Le motivazioni sono varie. Tra le prime è che attualmente in Italia la professione di insegnante yoga non è riconosciuta, né esistono diplomi legalmente riconosciuti da enti pubblici. E visto il crescente interesse molti si improvvisano insegnanti dopo avere solo letto un manuale o fatto un corso di un weekend.

A differenza di quello che spesso si crede, lo yoga non va bene sempre e per tutti e ci sono particolari condizioni, per cui sono necessarie accortezze e conoscenze per impedire di danneggiare, prima di tutto e le competenze per guidare e tutelare tali situazioni non si acquisiscono in poche ore di formazione. 

Quindi una prima fondamentale indicazione è: scegli un’insegnante che abbia fatto un’adeguata formazione. Gli standar proposti dalle maggiori associazioni europee parlano di almeno 500 ore di formazione e materie fondamentali che includono:

  • origini, evoluzioni e testi fondamentali nella tradizione Yogica.
  • Pratica di asana (esercizi di posture), pranayama (esercizi di respiro), rilassamento, concentrazione,meditazione.
  • Anatomia e fisiologia applicate alla pratica dello Yoga
  • Didattica e metodologia dell’insegnamento.

Al contempo non si finisce mai di imparare. Ritengo essere un buon insegnante colui che allo stesso tempo si ritiene sempre allievo, e continua la pratica e lo studio come stile di vita, traendo da questa immensità che è lo yoga nutrimento ed ispirazione.

Questo non è certo necessario per chi si avvicina magari semplicemente per gestire lo stress o allentare tensioni muscolari…È un pratica fondamentalmente generosa che offre i suoi benefici a tutti, da subito. Se la proposta è valida,  strada facendo ti stupirai ad accorgerti che ciò che ti ha mosso inizialmente ad avvicinarti allo yoga sono “effetti collaterali positivi” della pratica; benefici assolutamente desiderabili che si raccolgono nel percorso di una realizzazione e benefici assai più ampi.

Oltre che a verificare la formazione di chi si dice insegnante di yoga, utile tenere presente che le proposte sono numerosissime e differenti tra loro…quindi anche se fai una pratica che non riscontra i tuoi gusti, non necessariamente vuol dire che lo yoga non fa per te, ma è probabile che quel tipo di proposta non fa per te.

Altro punto importante è chiarire che lo yoga è una disciplina millenaria che ha come ambizioso fine di offrire una soluzione ultima all’enorme problema della sofferenza umana. L’idea di fondo è che qualsiasi condizione di felicità esterna è transitoria: la salute, la ricchezza, la gioventù, la fama ecc..per quanto auspicabili non offrono una soluzione definitiva al problema della sofferenza.

La tradizione classica suggerisce che la causa primaria della sofferenza è la dimenticanza di chi veramente siamo, questo vincola la nostra coscienza al mondo delle forme dandoci l’illusione di separazione e conflitto, portandoci continuamente in uno stato di tensione tra l’ottenere ciò che si desidera e rifuggire dal dolore, dimentichi che le cause della felicità dimorano nel nostro stesso essere. Questo risveglio comprende la consapevolezza che siamo uno con l’essenza della Vita che permea tutto.

Quindi si parla di yoga che sinifica”unire” intesa come il ricongiungimento dell’essere individuale con l’Universo intero; il risveglio della percezione della propria luminosa essenza indivisa dall’immensità della Vita stessa, uno stato di beatitudine e libertà che non dipende da condizioni esterne ed effimere.

Per questo fine sono state elaborate pratiche e tecniche psicofisiche molto varie e anche molto differenti tra di loro; questa varietà e complessità di pratiche contribuiscono a creare una confusione tale che fa sfuggire al principiante quello che è il vero senso e scopo. Tradizionalmente, tutte, hanno l’unico scopo di risvegliare il ricordo di Se e la percezione di essere uno con la Vita intera, anche se attraverso metodi diversi e a volte apparentemente opposti.

Oltre a questo, per rendere comprensibile e fruibile una pratica che viene da un contesto sociale e culturale così lontano dal nostro sono state fatte rivisitazioni e modifiche che a volte hanno completamente snaturato e trascurato l’intenzione originale.

Da un lato un’innovazione e rivisitazione sono state necessarie per motivi culturali e storici e nell’incontro con l’occidente lo yoga si è anche arricchito di fondamenti e prove scientifiche di spessore; allo stesso tempo mantenere vive le intenzioni e i principi originali è indispensabile se vogliamo chiamare le cose con il loro nome. Indispensabile per rispettare una tradizione millenaria e dare la possibilità anche a chi si avvicina allo yoga, semplicemente per tonificare i muscoli o per ritagliare uno spazio per se , di stupirsi strada facendo, per la scoperta nuovi orizzonti e inaspettati benefici.

Queste poche indicazioni possono essere utili a molti…condividi con i tuoi amici!

Shanti Brancolini ed il Team di Passsione Yoga

 

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Shanti Brancolini, Insegnante Yoga, Fondatrice di Passione Yoga e ideatrice del metodo Yoga su Misura, fin da bambina ha avuto modo di avvicinarsi allo yoga e trascorrere lunghi periodi di ricerca e pratica in India. Insegna yoga dal 2004 ed ha oltre 1000 ore di formazione certificata da autorevoli scuole italiane ed estere. E’ iscritta alla YANI, Yoga Associazione Nazionale Insegnanti
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