4 PASSI PER CREARE LA TUA SEQUENZA YOGA

Ecco come strutturare al meglio la tua pratica.

Costruire delle sequenze yoga è un arte, che non si può certamente apprendere con un video di pochi minuti, ma visto che è tra le richieste più ricorrenti che mi vengono fatte, ecco alcuni validi spunti.

Così come il ritmo del respiro, come l’alternanza dei giorni e delle stagioni… la pratica va organizza tenendo conto della ciclicità che permea la vita intera, nel grande come nel piccolo. Quindi la sequenza deve avere una fase iniziale ascendente di attivazione, che porta gradualmente alla fase centrale della sequenza, ed una fase discendente di integrazione.

Possiamo quindi immaginare di ripercorrere all’interno di una sequenza tutte le fasi stagionali:

  1. Il punto di partenza, possiamo considerarlo come l’inverno, momento di immobilità e ascolto.
  2. Poi c’è la fase di graduale attivazione, al primavera, composta da movimenti guidati dal respiro per il riscaldamento
  3. l’estate, la fase di espansione, estroversione che corrisponde alla sequenza di posizioni.
  4. La quarta ed ultima fase corrisponde all’autunno, una fase discendente che già dalle ultime posizioni accompagna alla pratica di rilassamento, respirazione e meditazione, per tornare come all’inizio, all’immobilità, in una ciclicità a spirale, che ci ha in un certo senso riportato al punto di partenza, ma a un livello più alto.

Andiamo a vedere un pochino più in dettaglio queste 4 fasi.

Il primo momento è un momento di ascolto, estremamente importante che consiste semplicemente nel portare l’attenzione al corpo e al respiro. Rimanendo un pò nell’immobilità e nel silenzio è possibile distaccarsi dalle attività quotidiane e sposare l’attenzione dalla mente al corpo, dal pensare al sentire per tornare a dimorare nella pienezza della vita che permea ogni nostra cellula. Poi fai un gesto di saluto per iniziare.

Il passo successivo è preparare il corpo con delle sequenze di movimenti guidati dal respiro, che portano ad esplorare tutti e tre piani di movimento, quello frontale, sagitale e trasversale e volendo anche alcune sequenza del saluto al sole.

Dopo avere così preparato il corpo c’è la sequenza di posizioni, che andrebbero selezionate tenendo conto delle caratteristiche che ognuna di loro ha sugli elementi che ci compongono e delle loro variabili nel corso dell’anno, della vita e della costituzione individuale. E’ importante che siano in sequenza armoniosa tra di loro e che includano posizioni di flessione, estensione, torsione, decompressione e stabilizzazione.

Concludi sempre con una sessione di rilassamento, estremamente improntate per assimilare tutti i benefici della pratica appena fatta, percorrendo con la tua attenzione ogni parte del corpo.

Dopo di che dedica qualche minuto al pranayama, le tecniche di assimilazione e distribuzione del prana, l’energia vitale tramite il respiro, che ti porteranno quasi spontaneamente ad uno stato di profonda concentrazione e meditazione.

Concludi con un gesto di saluto, ringraziando la vita in te, intorno a te, ringraziando per il tuo corpo per il tuo respiro, ringraziando i maestri che hanno tracciato il cammino dello yoga.

Ripeto, imparare a costruire delle sequenze è un arte che richiede prima la padronanza e la comprensione approfondita di tutte le tecniche dello yoga, degli elementi di fisiologia ed anatomia e i principi dell’ayurveda che sono il sistema di riferimento più coerente nel quale considerare tutta la pratica dello yoga per ricevere il massimo beneficio.

Un anno intero dell’Accademia Yoga su Misura è dedicato a questo, tanto è articolato e complesso l’argomento, ma puoi tenere conto dei principi che ti ho indicato per organizzare la tua pratica a casa.

Consapevole della vastità ed importanza di questo argomento, procedi con cautela ed umiltà; perché come disse un famoso poeta:

“Il corpo è l’arpa della tua anima, sta a te soltanto trarne dolci melodie o suoni confusi.” (Kahlil Gibran) 

Shanti Brancolini

Insegnante Yoga, Fondatrice di Passione Yoga e ideatrice del metodo Yoga su Misura, fin da bambina ha avuto modo di avvicinarsi allo yoga e trascorrere lunghi periodi di ricerca e pratica in India. Leggi la mia biografia

44 commenti
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  1. delvina
    delvina dice:

    Grazie mille dei preziosi consigli, mi piacerebbe sapere quali sono le asana di “stabilizzazione” da praticare alla fine della pratica di asana, grazie

    Rispondi
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