Cosa dice la chiesa a riguardo? Ecco alcuni pareri e considerazioni.

Lo yoga non è una religione, non dovrebbe quindi essere in contrasto con nessuna religione; ma di tanto in tanto, la questione mi viene posta. In genere da credenti cattolici che paiono essere i più preoccupati a riguardo. L’argomento non è scontato; è sufficiente fare una piccola ricerca in rete per capire perché.

I diversi pareri e realtà nella chiesa

Alla domanda se pratiche di meditazione (come ad esempio lo zen, lo yoga, la respirazione controllata, il mantra…) provenienti da religioni non cristiane, possono costituire un mezzo adatto per aiutare il fedele la Chiesa risponde: 
“Siccome la Chiesa cattolica nulla rigetta di quanto è vero e santo in queste religioni [Nostra Aetate, 2], non si dovranno disprezzare pregiudizialmente queste indicazioni in quanto non cristiane. Si potrà, al contrario, cogliere da esse ciò che vi è di utile, a condizione di non perdere mai di vista la concezione cristiana della preghiera, la sua logica e le sue esigenze.” (dalla Scheda numero 20 del libro “50 + 3 argomenti di attualità” – Frammenti di verità cattolica. – Catechesi Dialogica”, pubblicato dlla Libreria Editrice Vaticana, nel dicembre 2010.)

Gabriele Amorth anziano prelato nominato esorcista nel 1986 per la diocesi di Roma, invece, lancia un anatema contro i nuovi  usurpatori della fede: “Pratiche orientali apparentemente innocue come lo yoga sono subdole e pericolose. Pensi di farle per scopi distensivi ma portano all’induismo. Tutte le religioni orientali sono basate sulla falsa credenza della reincarnazione”. 
 
Papa Raztinger in un’intervista rilasciata tempo fa consiglia di accostarsi allo yoga solo se praticato esclusivamente come una qualsiasi “ginnastica”. 
E invita i cattolici a stare molto attenti al contesto ideologico in cui lo yoga viene proposto. Senza questa continua cautela da parte del praticante di yoga cattolico, lo yoga potrebbe diventare un elemento distruttivo non solo della fede cristiana, ma anche della verità connessa all’essere umano in quanto tale.
 
Addirittura, in un altro sito cattolico, si consiglia chi frequenta lezioni di yoga, di scappare immediatamente non appena venga proposta la recitazione di mantra e nel farlo sperare di non essere incorsi nel peccato di “crocifiggere Gesù” un’altra volta. (www.cattoliciliberi.it)
 
In netta opposizione a questa tendenza, da decenni i monaci Camaldolesi ospitano gruppi di yoga  nel loro monastero in Casentino e sono molto aperti e ospitali nei confronti di appartenenti ad altre religioni, come del resto viene richiesto dalla loro regola, formulata dal fondatore San Romualdo. Nel loro ashram in India pratiche come lo yoga, la meditazione, la lettura di testi come la Bhagavad Gita (testo fondamentale della filosofia dello yoga) si fondono armoniosamente con le loro pratiche cristiane.
Ma ascoltiamo le parole del loro priore:
“Yoga vuol dire unione. Se l’esercizio yogico permette un processo di unificazione in se stessi, con il divino, con il fratello/sorella, perchè impedirlo?
Il nostro monastero in India ha un modo di pregare molto simile alla tradizione hindu….saper andare verso l’alterità è la grande sfida di oggi….portare l’annuncio all’altro rispettando e accogliendo il contesto dell’altro…” (Alessandro Barban priore di Camaldoli)
Il grande Raimon Panikkar, recentemente scomparso: esperto vedantista, studioso e insegnante di sanscrito, di madre spagnola cattolica e di padre indiano hindu,  sacerdote cattolico, incarnazione stessa del dialogo interreligioso diceva di se stesso: “Io sono 100% cattolico e 100% hindu, non metà e metà!”

Considerazioni utili per trovare la proposta che ti corrisponde

Indubbiamente una delle caratteristiche dello yoga è che attraverso la sua pratica si entra in uno stato di profondo raccoglimento che risveglia la percezione e la connessione con il Sacro. Ma a differenza di come a volte può succedere in alcune correnti di yoga strettamente connesse con la religione induista, una buona proposta di yoga non dovrebbe interferire con la fede dei praticanti E’ comunque innegabile che alcuni si accostano allo yoga di riflesso a un’attrazione verso l’induismo nata magari dopo un viaggio in India, dall’incontro con un maestro indiano o dalla lettura di alcuni testi. Le proposte in questo campo sono molte, ad ognuno deve  scegliere con attenzione quella che sente più vicina e rispettosa della propria concezione religiosa.
Credo che come insegnanti si debba accompagnare i praticanti in uno stato di quiete dove ognuno potrà incontrare la divinità della propria fede o, nel caso di non credenti, rigenerarsi in questa profondità dove si può attingere alla sorgente della vita che è in ognuno noi in modo del tutto laico.
L’ insegnante dovrebbe  offrire l’esperienza dello yoga con lo scopo di aiutare le persone a procedere al meglio per la loro strada, di ricontattare il loro senso di spiritualità, crescere nella loro fede, senza interferire.
E mai dimenticherò la commozione mostrata da un’allieva cattolica, insegnante di catechismo che partecipa ai miei corsi da molti anni nel dirmi quanto il percorso dello yoga sia stato importante nel suo cammino di fede.
E’ quando si riesce ad aiutare le persone a percorrere al meglio la loro strada, che lo scopo dell’insegnamento e raggiunto.

Quale è la tua esperienza e punto di vista a riguardo? Lascia un commento!

Con Gioia!

Shanti

Shanti Brancolini ed il Team di Passsione Yoga

 

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Shanti Brancolini, Insegnante Yoga, Fondatrice di Passione Yoga e ideatrice del metodo Yoga su Misura, fin da bambina ha avuto modo di avvicinarsi allo yoga e trascorrere lunghi periodi di ricerca e pratica in India. Insegna yoga dal 2004 ed ha oltre 1000 ore di formazione certificata da autorevoli scuole italiane ed estere. E’ iscritta alla YANI, Yoga Associazione Nazionale Insegnanti
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