Ecco quando lo yoga fa male

Molto spesso presentato come una panacea, importante ricordare anche i pericoli di una pratica scorretta.

Lo yoga indubbiamente fa bene, se così non fosse dopo millenni non ne stavamo ancora a parlarne. Questo è fuori discussione.  E anche nella vita di chi come me lo pratica e lo studia da molti anni rimane un’inesauribile fonte di rigenerazione, benessere e ispirazione.

Ma la larga diffusione che sta avendo negli ultimi anni è talmente rapida che non va di pari passo a una chiara conoscenza dello yoga e questo crea molta confusione. Le numerose scuole così diverse tra loro, le differenti proposte di ogni singolo insegnante, gli interessi economici, la propaganda pubblicitaria, creano una visione spesso distorta o esaltata. Detto questo nulla voglio togliere allo yoga, piuttosto, pur sapendo che l’argomento non si può esaurire in poche righe, portare un contributo per una maggiore comprensione e una pratica sicura.

Non sempre ciò che fa bene, fa bene sempre e per tutti e l’eccesso, anche di qualcosa di benefico, si trasforma in veleno. 

Ecco quando lo yoga fa male:

  1. praticarlo quando si è troppo stanchi
  2. esercitare una parte del corpo lesionata o infiammata
  3. ricercare eccessiva elasticità
  4. adeguarsi alla pratica piuttosto che adeguare la pratica a se stessi (personalizzare la pratica  richiede attenzione ed originalità poco comuni)
  5. praticare senza ascoltare il corpo e senza rispettarne i limiti
  6. praticare se si soffre di attacchi di panico
  7. fare esercizi nei primi tre mesi di gravidanza
  8. avere desideri pericolosi per se stessi e peggio ancora averli verso gli allievi nel caso di insegnanti

Ognuno di questi punti meriterebbe un approfondimento, ma mi soffermo brevemente su quello che è uno dei motivi per cui molti si avvicinano allo yoga peggiorando o rischiando di peggiorare la loro situazione.

Il continuo aumento di soggetti che soffrono di attacchi di panico, fa si che anche le richieste di aiuto rispetto a questo problema sono in aumento tra coloro che si avvicinano allo yoga. E’ un argomento che ritengo ogni insegnante di yoga dovrebbe approfondire visto la delicatezza e la frequenza della cosa.

C’è un processo paradossale che scatena l’attacco di panico che deriva dal tentativo di controllare le reazioni fisiologiche della paura; le pratiche dello yoga rafforzano questa modalità di controllo e il tentativo di calmare il corpo e il respiro generano reazioni opposte per cui più cerco di calmarmi e più mi agito, più cerco di controllare e più perdo il controllo. Detto questo non escludo del tutto il fatto che chi soffre di questo problema può trarre beneficio dallo yoga, ma deve essere seguito solo da insegnanti che hanno ben chiaro il funzionamento che è alla base di questo disagio e che sono affiancati da uno psicologo in modo da poter guidare con sicurezza l’allievo.

Proposto con i dovuti accorgimenti da un’insegnante competente, anche soggetti che soffrono di questo problema possono trarre beneficio dallo yoga, ma non è certo attraverso lo yoga che si possono risolvere gli attacchi di panico. Riguardo a questo non posso fare a meno di consigliare la Terapia Breve Strategica che ha registrato migliaia di casi di successo rispetto a questo disagio, con una media di sole sette sedute.

Non va inoltre dimenticato che lo yoga, come ci viene tramandato dalla notte dei tempi, non ha niente a che fare con la salute, nè con il benessere psicofisico; lo yoga è una filosofia e l’obiettivo è la trascendenza. La cura del corpo nello yoga non è finalizzata a se stessa, ma ha lo scopo di facilitare la pratica della meditazione per l’ottenimento della realizzazione del sè.

Questa è la proposta classica che bisogna tenere in considerazione, detto questo le varie pratiche e tecniche si possono utilizzare con successo anche per ottenere altro di diverso da quello che è lo scopo tradizionale per cui sono nate. Per prima cosa quindi è bene che ti chiarisci quale è il motivo che ti spinge ad avvicinarti alla pratica yoga.

Ci sono innumerevoli insegnanti e metodi di insegnamento…non accontentarti, ricercare una proposta qualificata che soddisfi i tuoi bisogni. Fai chiarezza rispetto a qual’ è il tuo obbiettivo a riguardo, parlane con l’insegnante e se la proposta è valida e calzante alle tue necessità da subito ci dovrebbe essere qualche segnale che ti indica che ti stai avvicinando al risultato che desideri.

Se almeno qualche segnale non si presenta, cambia, come dice A.Einstein “Follia è fare sempre la stessa cosa e aspettarsi risultati diversi”. 

Cosa pensi a riguardo e quale è la tua esperienza? lascia un commento!

Con Gioia!

Shanti

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foto-shanty-bio Shanti Brancolini, Insegnante Yoga, Fondatrice e Direttrice di Passione Yoga, fin da bambina ha avuto modo di avvicinarsi allo yoga e trascorrere lunghi periodi di ricerca e pratica in India. Diplomata presso la scuola quadriennale per insegnanti SIYR e certificata 200 RYT dalla Yoga Alliance in Authentic Yoga System; dal 2004 insegna yoga. » iscritta allí associazione YANI, Yoga Associazione Nazionale Insegnanti.
Leggi la mia biografia

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10 commenti
  1. Anita Boscaglia
    Anita Boscaglia dice:

    Ciao Shanti, grazie per questo articolo chiarificatore. Insegno yoga e un paio di allievi mi hanno segnalato di aver sofferto in passato di attacchi di panico avrei voluto proprio chiederti spiegazioni o aiuti in merito.
    Sai le persone che si inontrano nelle classi sono tante e con esigenze ed sperienz di vita differenti, voglio appofondire sempre piu’ la mia conoscenza per poter fare bene, non fare danno e soprattutto sapere con chiarezza quando e’ competenza di altri gestire disagi come ad esempio l’attacco di panico.
    Ci vediamo dentro.
    Namaste’.

    Rispondi
    • Passione Yoga
      Passione Yoga dice:

      Ciao Anita!
      Purtroppo accade sempre più spesso che le persone che vengono a fare yoga soffrono o hanno sofferto di attacchi di panico e a volte può capitare una crisi proprio durante la lezione … è fondamentale che noi insegnati abbiamo chiaro come relazionarci con questo e come prima di tutto non aggravare la situazione, cosa che non è scontata.
      Dovrebbe esserti arrivato il link per partecipare allo coachin collettiva (bonus 2 del programma su Yoga su Misura Onilne a cui sei iscritta) sarà lunedì 30/1/17 alle 21:00 se vuoi approfondire qualcosa in specifico inviami una email e sarà l’occasione buona per farlo. 🙂
      Un abbraccio a presto!
      Shanti

      Rispondi
  2. Carla
    Carla dice:

    Cercavo una risposta ‘veloce’ perché stamattina il mio fisico è proprio stanco (probabilmente ho fatto troppo al lavoro nei gg scorsi, non mi risparmio facilmente e per i clienti corro ovunque…) e non sapevo se praticare la mia lezione yoga per principianti (che aspetto di fare con tanta gioia!!!) era la cosa giusta da fare.
    Ho scelto la tua risposta!
    So che nel gruppo posso rifarla ma così mi hai dato l’informazione che necessitavo ora!
    Grande Shanti!
    ?

    Rispondi
  3. Elisabetta
    Elisabetta dice:

    Ciao , sono stata operata di aneurisma celebrale a gennaio 2011 e da circa 2 mesi pratico yoga . Ho però molto timore che lo yoga possa i essere dannoso visto le frequenti posizioni con flessioni in giù . Mi potresti dire se è così ? Grazie e complimenti sei davvero brava .

    Rispondi
  4. Isabella
    Isabella dice:

    Sono d’accordo, lo yoga non è per tutti. Io ho provato molte volte diversi stili, da allieva ho seguito anche stage e corsi di formazione tanto era la mia passione nell’apprendere. ma ho sempre avuto dolori dopo la pratica. che sono pure peggiorati col tempo. alla fine ho desistito e ora pratico felicemente altre attività fitness e i dolori sono spariti.

    Rispondi
    • Passione Yoga
      Passione Yoga dice:

      Grazie per la condivisione Isabella, purtroppo la maggiore parte delle proposte di yoga si occupa poco di adattare la pratica al praticante e poi succede anche come nel tuo caso che si va giustamente a cercare altro!
      Comunque ti invito a praticare la meditazione che è parte inseparabile del percorso yoga (e che purtroppo viene a volte considerata distinta) quella non la trovi in nessuna attività di fitness e i benefici per il corpo e la mente sono troppo importanti per poterci rinunciare 😉 Potresti cominciare con questa: https://www.passioneyoga.it/pmoaudio/

      Shanti

      Rispondi
  5. Salvatore
    Salvatore dice:

    Ciao,
    …Il momento in cui dedico del tempo alla pratica risulta letteralmente di vitale rinascita: muscoli distesi , respiro calmo , frequenza cardiaca lenta e uno stato energetico rinvigorito. Inoltre ho vissuto l’esperienza di trovarmi in una situazione di stress lavorativo dove la mente era turbolenta ma focalizzando l’attenzione su uno stato del corpo come sopra descritto il risultato generale è stato sorprendente. A “sentire” il corpo che funzionava alla perfezione l irrequietezza mentale si è assopita. Mai sperimentato una roba simile se non con lo yoga. Ma ultimamente il giorno dopo la pratica e per alcuni giorni a seguire mi sento stanco e fiacco ed ho dovuto ahimè rallentare i giorni che dedicano alla pratica.

    Rispondi
    • Passione Yoga
      Passione Yoga dice:

      Grazie Salvatore per la condivisione! Siamo in costante trasformazione e può essere che ultimamente qualcosa sia cambiato in te e nella tua vita ed anche la pratica dello yoga richiede delle modifiche.. prova ad accorciare la sessione, attenzione a non forzare le posizioni ed è probabile che la stanchezza passerà 🙂
      Shanti

      Rispondi

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