Il rilassamento guidato è parte fondamentale delle sessioni di yoga, ecco sfatati alcuni luoghi comuni e il reale senso di questa pratica.

Il rilassamento guidato che conclude quasi sempre la fine delle lezioni di yoga, non è come spesso si crede un momento per riposarsi dopo gli esercizi di yoga appena fatti.

Una corretta pratica non altera il ritmo respiratorio nè il battito cardiaco, l’impegno muscolare è ben compensato da un adeguata respirazione; alla fine non ci si dovrebbe quindi sentire stanchi, ma piuttosto rigenerati e vitali.

Il rilassamento guidato, non è uno stato di rilassamento passivo, di inerzia; ma uno stato in cui si ha accesso a una dimensione di consapevolezza più sottile. Il corpo liberato da numerose tensioni può abbandonarsi completamente e la coscienza può espandersi in profondità.

Attraverso questa pratica si dovrebbe raggiungere un profondo rilassamento rimanendo vigili; esattamente all’opposto di quello che succede durante il sonno, comporta un’aumento di presenza e consapevolezza, non una diminuzione.

A mio parere questa pratica, apparentemente semplice è una delle pratiche più difficili dello yoga, ma anche se eseguita in modo parziale offre numerosi benefici.

I 7 benefici del rilassamento guidato

  1. La posizione orizzontale favorisce un generale rallentamento del ritmo metabolico
  2. la respirazione diventa addominale, regolare, lenta; caratteristiche che aumentano procedendo nella pratica
  3. introduce dolcemente al pranadharana, la concentrazione sul respiro che anticipa lo stato di dhyana meditazione
  4. il respiro addominale che spontaneamente ne consegue, ha un’effetto calmante del sistema nervoso
  5. il praticante gradualmente sviluppa un tipo di ascolto da “testimone”; questo distacco, anche se temporaneo, è straordinariamente rigenerante per tutte le funzioni vitali che per un pò non subiscono interferenze dovute al fluttuare incessante di pensieri ed emozioni.
  6. una pratica regolare previene l’affaticamento mentale, lo stress e aiuta l’equilibrio mentale, fisico ed emotivo
  7. questa pratica può svilupparsi verso gli stadi superiori dello yoga fino al raggiungimento di uno stato temporaneo di samadhi, condizione di assenza di pensieri e beatitudine interiore. Ma questo è abbastanza difficile perché superato un certo livello di rilassamento si tende a scivolare nel sonno.

cosa fare se mi addormento?

Se durante questa pratica ti viene da dormire, dormi. Vuol dire che hai bisogno di riposare. L’ideale è rimanere vigili, ma dopo una lunga giornata, alla fine di una sessione di yoga, con le luci abbassate, è facile scivolare nel sonno. Non resistere a questo se è ciò che il corpo ti richiede, ti accorgerai comunque che è stato un sonno particolarmente rigenerante.

Perché a volte durante questa pratica a qualcuno viene da piangere?

Nel vortice degli impegni quotidiani, la distrazione che una società così ricca di stimoli induce, i ritmi incalzanti, paure e preoccupazione fondate e quelle create dalla mente, fanno sì che, a volte per lunghi periodi della vita, ci si possa trovare a vivere completamente alienati da noi stessi. Le numerose tensioni accumulate, che nel fare quotidiano non percepisci, il momento che ti fermi e ti dai finalmente la possibilità di ascoltarti, vengono a galla e il loro sciogliersi si manifesta delle volte con il piano.

Questa esperienza, spesso inaspettata, lascia un senso di profonda leggerezza e calma.

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Shanti Brancolini ed il Team di Passsione Yoga

 

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Shanti Brancolini, Insegnante Yoga, Fondatrice di Passione Yoga e ideatrice del metodo Yoga su Misura, fin da bambina ha avuto modo di avvicinarsi allo yoga e trascorrere lunghi periodi di ricerca e pratica in India. Insegna yoga dal 2004 ed ha oltre 1000 ore di formazione certificata da autorevoli scuole italiane ed estere. E’ iscritta alla YANI, Yoga Associazione Nazionale Insegnanti
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