EKADASHI IL DIGIUNO DEGLI YOGI: COME E QUANDO FARLO (SECONDA PARTE)

Indicazioni e controindicazioni per un digiuno efficace

Come e quando fare il digiuno di Ekadashi? Se per caso non lo hai già fatto, prima di questo, guarda il video pubblicato prima di questo, Ekadashi il digiuno degli yogi: significato e benefici (prima parte)

Come ben noto oramai, dal punto di vista strettamente organico il digiuno permette un meritato riposto all’apparato digerente ed è uno dei migliori modi per eliminare tossine e prevenire le malattie.

Ma questo particolare digiuno, che si esegue due volte al mese, non ha il solo scopo di incrementare il benessere fisico. Infatti uno dei termini sanscriti utilizzati per indicare il digiuno è la parola upavasa, che vuol dire stare vicino al Supremo. In questi giorni c’è una particolare energia spirituale, che si riceve nel momento in cui ci si astiene dal cibo. Per questo sarebbe una pratica molto importante anche gli yogi moderni. 

Ma, come suggerito dal metodo Yoga su Misura, qualsiasi pratica deve tenere conto delle caratteristiche personali e del periodo che si stà vivendo. 

L’ideale come sempre, sarebbe rivolgersi ad un insegnante qualificato e ricevere indicazioni specifiche, ma ecco alcune linee guida che possono essere un primo passo per familiarizzare con questa pratica. 

Per chi ha fatto della meditazione sotto una valida guida, un impegno giornaliero consolidato, il digiuno è indubbiamente facilitato e questa è la prima distinzione da fare. 

Infatti la presenza di ojas ( una delle 3 essenze vitali fondamentali) in queste persone è maggiore e questo contrasta l’eccessiva secchezza e leggerezza che spesso si genera tramite il digiuno completo. 

L’ayurveda infatti lo sconsiglia, alle persone che hanno una predominanza di elementi aria ed etere, perché le qualità di secchezza e leggerezza di questi elementi viene aggravata con il digiuno, portando eccessiva debolezza, vulnerabilità e agitazione mentale.

Inoltre dopo i 60 anni si entra nel periodo aria ed etere della vita, quindi anche le persone da questa età in poi dovrebbero evitare un digiuno completo. 

Ma sicuramente ridurre il consumo di cibo, sia in varietà che in quantità, sarebbe davvero necessario, per ricevere la preziosa energia che caratterizza questi giorni. 

Quindi vediamo le diverse modalità di seguire ekadashi.

l’ideale sarebbe un digiuno completo (solo acqua) 2) un altra alternativa è mangiare solo un pasto a base di verdure 3) altrimenti praticare la monofagia: cioè il consumo di un solo alimento, tipo per esempio, mangiare solo mele. 4) Sicuramente il consumo di cereali, legumi e prodotti animali è vivamente sconsigliato.

Il digiuno o semi-digiuno, dovrebbe incominciare da dopo la cena del giorno prima e terminare con la colazione del giorno dopo, con un pasto molto leggero.

Quando praticarlo?

Molto spesso e forse lo hai notato anche tu, le date indicate per fare il digiuno di Ekadashi non coincidono. Anche se la parola stessa, vuol dire “undicesimo giorno” ad indicare l’undicesimo giorno della luna calante e l’undicesimo giorno della luna crescente; di fatto, fare il calcolo è piuttosto complicato perché varia in base alle coordinate di latitudine e longitudine. Quindi per esempio, una data che è corretta per l’India, può non esserlo per l’Italia o l’America.

Anche queste date le pubblichiamo regolarmente sulla pagina facekook insieme ai racconti dei Purana che spiegano le particolarità e i benefici specifici di ogni singola Ekadashi.

Per concludere, ci tengo a sottolineare che lo scopo di questo digiuno non è bruciare calorie, ma bruciare ogni inutile peso che rallenta il tuo cammino e offusca lo splendore della tua essenza divina!

Shanti Brancolini

Insegnante Yoga, Fondatrice di Passione Yoga e ideatrice del metodo Yoga su Misura, fin da bambina ha avuto modo di avvicinarsi allo yoga e trascorrere lunghi periodi di ricerca e pratica in India. Leggi la mia biografia

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