I 2 OSTACOLI NELLO STUDIO DELL’ANATOMIA E FISIOLOGIA YOGA

Strategie per ridurre le difficoltà nello studio delle scienze del corpo

Molti pensano che lo studio dell’anatomia e fisiologia sia noioso e difficile, ma con il giusto atteggiamento e focalizzando l’attenzione su ciò che è indispensabile sapere, puoi trasformare la noia in curiosità e ridurre le difficoltà. Lo studio teorico spesso, non trovando alcuna applicazione pratica, rischia di diventare noioso e crea un atteggiamento mentale resistente all’apprendimento.  


1. PENSARE CHE SIA NOIOSO

La mente può trasformare ciò che è noioso in avvincente. La noia è un ostacolo emotivo legato a un giudizio che sorge spontaneo nella mente quando sei costretto a fare qualcosa che pensi sia inutile. In realtà non è cosa devi studiare, ma è il motivo per cui lo studi che fa la differenza.

Pensa a quando programmi un viaggio: ti procuri tutte le informazioni per orientarti nel luogo in cui stai andando, per sfruttare al meglio il tempo che trascorrerai lì. Vuoi evitare il rischio di rimanere bloccato da imprevisti o di perderti in strade che ti portano fuori dall’itinerario e dalla meta che hai scelto. 

Così facendo impari tutto su quel luogo, come non ti era mai riuscito quando studiavi a scuola la geografia di quello stesso luogo. Una buona motivazione invece ti spinge a fare con curiosità e gioia anche le cose più difficili e impegnative. 

Modificando l’atteggiamento mentale con cui ti avvicini allo studio, una cosa che hai giudicato totalmente priva d’interesse, può rivelarsi estremamente attraente.

Allo stesso modo nello yoga, pensa che ti appresti a fare un lungo viaggio dentro te stesso. Immagina di essere un esploratore che vuol conoscere il luogo (il tuo corpo) in cui giorno dopo giorno la tua vita si manifesta, un luogo che nei testi saggi della tradizione viene chiamato il campo. Lo studio di questo luogo si può rivelare una preziosa fonte di informazioni sullo spazio sacro che abiti, la casa o se preferisci, il tempio della tua Anima.

Man mano che procedi nello studio, ti accorgerai dell’utilità di poter disporre di una mappa sempre più dettagliata del campo (il tuo corpo), per gestire i movimenti con attenzione consapevole, evitando errori comuni e i disagi causati dai vari tipi di limiti che ti fanno sentire non  adatto, che ti bloccano e ti costringono a rallentare o a rinunciare al percorso.

L’anatomia e fisiologia possono arricchire il bagaglio di informazioni che rendono il viaggio dentro te stesso libero da ostacoli. Anzi, possono letteralmente rivoluzionare il modo in cui ti muovi sul tappetino, rendendo la pratica adatta a te e alle tue caratteristiche fisiche, eliminando tutto ciò che ti impedisce di praticare.  

Col tempo il disagio iniziale dello studio, lascerà il posto a un senso di infinita gratitudine e meraviglia per la scoperta e l’incanto della creazione di un corpo saggio, intelligente e pieno di risorse inaspettate che non sapevi di avere.
 

2. PENSARE DI DOVER SAPERE TUTTO

L’essenziale non sta nei dettagli!

Sappi che gli specialisti si sono suddivisi i campi di intervento sul corpo (ortopedico, fisiatra, fisioterapista, osteopata, ecc.) non potendo contenere tutto il sapere in una unica figura professionale onnisciente, capace di intervenire sul corpo con la massima competenza. 

Le scienze del corpo sono vaste quanto è vasta la Natura che lo ha creato, quindi non sentirti carente se non conosci tutto, perché non è necessario sapere dettagliatamente o approfonditamente tutto. 

Per esempio, in presenza di un infortunio con diagnosi certificata da uno specialista, l’insegnante Yoga su Misura può fare molto per affiancare le terapie mediche nei processi di recupero, occupandosi della persona nella sua integrità di corpo – mente – spirito.

L’azione specifica della pratica yoga è ampliare il benessere della persona e non aggiustare danni o curare patologie. 

La pratica Yoga su Misura è efficace perché agisce sull’organismo come un sistema integrato di organi e funzioni e quindi aumentando lo spazio del benessere e l’efficienza delle parti sane, di riflesso il beneficio arriverà ad altre parti più distanti che si trovano in uno stato di sofferenza.

 

Nei testi della tradizione c’è un invito esplicito ad avvicinarsi alla conoscenza del proprio corpo, come mezzo per andare in profondità dentro se stessi. Nella Bhagavad Gita (13,1) c’è scritto :

“questo corpo, Arjuna, viene chiamato campo.

Colui che lo conosce viene chiamato il conoscitore del campo”

Shanti Brancolini

Insegnante Yoga, Fondatrice di Passione Yoga e ideatrice del metodo Yoga su Misura, fin da bambina ha avuto modo di avvicinarsi allo yoga e trascorrere lunghi periodi di ricerca e pratica in India. Leggi la mia biografia

33 commenti
« Commenti più vecchiCommenti più recenti »
  1. Erika
    Erika dice:

    Grazie Cinzia… la meraviglia dell’antico sapere credo risieda proprio nella capacità di portare conoscenza grazie alla meraviglia… una pedagogia che se applicata al corpo, alla mente ma anche alla nostra quotidianità diventa un ingrediente alchemico capace di trasformare ogni istante ed ogni cosa in oro. Grazie! Namaste’?

    Rispondi
« Commenti più vecchiCommenti più recenti »

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Sentitevi liberi di contribuire!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.