ASANA: LA PRATICA SECONDO PATANJALI

IL VERO SIGNIFICATO DELLE POSIZIONI YOGA

Yoga e ginnastica sono la stessa cosa? Che differenza c’è fra una posizione yoga e un esercizio di stretching?

Queste sono domande comuni che spesso un insegnante yoga si sente fare e che probabilmente nascono dalla modalità in cui lo yoga si è diffuso in occidente nel secolo scorso. 

Grandi maestri  fra cui Krisnamacharya, Iyengar, Pattabhi Jois hanno infatti favorito  uno sviluppo della conoscenza dello yoga associata all’attività fisica posturale. Un’attività che mira al lavoro sul corpo attraverso l’esecuzione di asana, di posizioni mantenute, che porta ad innumerevoli benefici. 

Le asana infatti: 

  • rilassano e tonificano i muscoli e il sistema nervoso
  • stimolano la circolazione sanguigna
  • massaggiano gli organi interni
  • bilanciano le secrezioni ghiandolari
  • calmano e concentrano la mente
  • permettono una conoscenza più intima e approfondita di se stessi

Tanto per citare alcuni effetti.

Per spiegare la differenza fra asana, ginnastica e stretching penso sia fondamentale prima di tutto dire che le posizioni dello yoga agiscono non solo sul corpo grossolano, il corpo fisico che vediamo con gli occhi, apportando tutti gli effetti benefici appena indicati, ma agiscono anche sul corpo sottile che è l’involucro energetico che insieme alle altre parti costituisce la totalità del nostro essere. Senza addentrarci ulteriormente nel campo della fisiologia mistica che è stata approfondita in modo particolare dalla scuola Hatha, è possibile comprendere ancora più in profondità il concetto di asana e la differenza fra posizione yoga ed esercizio ginnico attraverso l’insegnamento di Patanjali redatto negli Yoga Sutra, un testo datato intorno al 200 d.C. e costituito da brevi aforismi, i sutra, che descrivono la scienza dello yoga in modo sintetico e sistematico.

Patanjali descrive un cammino dello yoga costituito da 8 parti e conosciuto come Astanga yoga di cui le asana occupano un ruolo intermedio, di legame, fra i principi alla base della pratica e le tecniche che portano verso il cosiddetto yoga interno. 

L’esecuzione delle asana favorisce la salute e sviluppa la capacità di immergere l’attenzione verso il mondo interiore. Asana è disciplina nel senso che per la pratica quotidiana è richiesta forza di volontà; asana è ricerca interiore perché permette di entrare in contatto con i muscoli, di percepirne l’attivazione, di ascoltare tutte quelle sensazioni che nel loro insieme favoriscono l’esplorazione della propria interiorità e la conoscenza di se stessi; asana è anche abbandono che porta a distaccarsi dai frutti dell’azione.

Gli aforismi dedicati alle asana sono tre secondo lo schema definizione, metodo e frutti.

Il primo sutra dice:  “Quando c’è un’attenzione ferma (cioè stabile) portata ad un’esperienza piacevole c’è asana.”

Quindi si può parlare di asana quando sono presenti due qualità ben precise:

  • la stabilità, in sanscrito sthira 
  • e il piacere, la comodità, in sanscrito sukha

La stabilità è sia stabilità fisica quindi equilibrio e fermezza dei movimenti e degli atteggiamenti del corpo sia stabilità mentale, immobilità della mente. Tutto questo porta a sukha, cioè ad un profondo senso di benessere.

Se invece c’è sofferenza, non c’è asana e soprattutto non c’è yoga. Questo dal mio punto di vista è un concetto fondamentale ed è importante ricordare che nel momento in cui inizia il dolore termina lo yoga.

Patanjali ci dice inoltre che asana è un’esperienza che si produce attraverso l’unione armoniosa di corpo, mente, respiro e sensi. Ed è proprio attraverso questa unione che lo yogin diventa esso stesso l’asana integrandone tutte le qualità. In questo processo di unificazione del corpo, della mente, del respiro e dei sensi è fondamentale bhâvana cioè l’atteggiamento mentale che viene stabilito prima di entrare nella posizione. 

Ma come si produce questa esperienza di asana? 

Dopo la definizione, Patanjali indica il metodo costituito da bilanciamento dello sforzo e rilassamento.

Patanjali parla di uno impegno intelligente, non competitivo, con un’attenzione costante e totalmente rivolta all’interno. Contemporaneamente indica la necessità di rilassare le tensioni inutili, una sorta di lasciare andare. È quindi importante vigilare senza eccedere (perché l’eccesso crea tensione) e allo stesso tempo rilassarsi ma senza cadere nel torpore. 

Il frutto che deriva dall’esecuzione delle asana è la capacità di non essere più disturbati dalle coppie di opposti (il caldo e il freddo, il successo e l’insuccesso, la  gioia e il dolore,..).

Quindi, secondo la visione dello yoga classico, attraverso la pratica delle asana si ottiene uno stato di stabilità e di equilibrio che aumenta la tolleranza e permette di ridurre quelli che sono gli effetti degli influssi esterni sul corpo e sulla mente.

Questo è fondamentale perché se è vero che non possiamo modificare ciò che accade è altrettanto vero che attraverso lo yoga possiamo cambiare quella che è la nostra risposta agli eventi esterni. Per farlo però è necessario che la pratica si adatti perfettamente alle nostre caratteristiche specifiche, proprio come ci insegna lo Yoga su Misura che mette in primo piano le esigenze di ciascuno e permette di realizzare quella esperienza che racchiude in sé le caratteristiche di stabilità, comodità e piacere indicate da Patanjali.

Questi concetti dal mio punto di vista sono preziosi e pratici, in grado di apportare una vera e propria trasformazione sia sul tappetino che nella vita in generale ma per poter essere realizzati richiedono tempo, impegno, pazienza e costanza. Sono insegnamenti che permettono di entrare in contatto con la profondità della disciplina yoga, che portano a sperimentare nella forma quella esperienza di unione che in qualche modo rimanda al significato stesso del termine yoga. 

Se non lo hai ancora fatto, iscriviti anche tu a Passione Yoga per ricevere contenuti gratuiti ed esclusivi per la tua pratica e diventare, insieme a migliaia di altre persone, parte di questa meravigliosa comunità.

Namastè!

Ti è piaciuto questo articolo? Lascia un commento e condividilo con i tuoi amici!

Shanti Brancolini ed il Team di Passsione Yoga

 

foto-shanty-bio

Shanti Brancolini, Insegnante Yoga, Fondatrice di Passione Yoga e ideatrice del metodo Yoga su Misura, fin da bambina ha avuto modo di avvicinarsi allo yoga e trascorrere lunghi periodi di ricerca e pratica in India. Insegna yoga dal 2004 ed ha oltre 1000 ore di formazione certificata da autorevoli scuole italiane ed estere. E’ iscritta alla YANI, Yoga Associazione Nazionale Insegnanti
Leggi la mia biografia

72 commenti
  1. L B
    L B dice:

    Profondamente grata a Michela per la chiarezza con la quale spiega la differenza tra asana e ginnastica, soprattutto per aver sottolineato la necessità di tempo, impegno, pazienza e costanza per raggiungere il benessera dato dallo yoga. Un passo alla volta….. Grazie!

    Rispondi
    • Michela
      Michela dice:

      Ciao Rosario, la cosa migliore è essere seguiti da un insegnante yoga meglio se certificato yoga su misura. Nel sito http://www.passioneyoga.it puoi vedere se dalle tue parti ce ne sono. Ti suggerisco nel frattempo di guardare alcuni video con le posizioni dello yoga mostrate da Shanti che trovi sempre nel sito di cui sopra. Grazie!

      Rispondi
  2. Vincenza
    Vincenza dice:

    Grazie Michela! È stato molto interessante e spiegato in maniera chiara e approfondita. Ricapitolare ogni tanto il senso di quello che facciamo è molto utile.

    Rispondi
  3. Lenuta Crismaru
    Lenuta Crismaru dice:

    Ciao Michela, grazie per i tuoi insegnamenti
    Vorrei soffermarmi a una frase”Dove inizia la sofferenza finisce lo yoga “. Ok, credo sia più che normale perché tutti in qualche modo cerchiamo il benessere fisico e spirituale. Ora, dal mio punto di vista, fisicamente se dovessi fermarmi al dolore dovrei assolutamente smettere di fare lo yoga,cioè il mio corpo grida di dolore già dal inizio, anzi il dolore non mi abbandona quasi mai visto che mi è stata diagnosticata questa strana malattia chiamata Fibromialgia. Cosa mi consiglia di fare?
    Grazie in anticipo anche per la risposta

    Rispondi
  4. Lorella Niggi
    Lorella Niggi dice:

    Grazie! Quando si dice nulla x caso!! Proprio in questo momento sto leggendo gli yoga sutra….. Grazie della spiegazione chiara e semplice pur parlando di cose che proprio semplici non sono…..

    Rispondi
  5. Maria Pilleri
    Maria Pilleri dice:

    Bellissima spiegazione cosi come tutto ciò che viene dalla saggezza della pratica yoga, grazie. Saranno graditissime altre spiegazioni dei pensieri di Patanjali e della filosofia yogica, namastè

    Rispondi
  6. Gaetana
    Gaetana dice:

    Grazie Michela, ho letto i Sutra di Patanjali, è un testo che cavalca il tempo perché fornisce tutte le informazioni in modo magistrale rimanendo fedeli alla tradizione anche se si prestano ad interpretazioni diverse perché l’esperienza umana è sempre diversa. Complimenti per la magnifica esposizione.

    Rispondi
  7. maria paola valenti
    maria paola valenti dice:

    Molto bello, chiaro, comprensibile. In poche righe cosa e’ lo yoga, come affrontare la pratica, definire l’intenzione e cosa aspettarsi. Grazie

    Rispondi
  8. Lara
    Lara dice:

    Grazie, questo video spiega il vero significato dello yoga ed è solo essendo consapevoli di ciò che si può intraprendere un percorso profondo e di reale trasformazione!

    Rispondi
    • Passione Yoga
      Passione Yoga dice:

      Asana in sanscrito è neutro. Siccome in italiano non abbiamo un genere neutro, come per esempio in inglese, ad ognuno la scelta di usare “gli” o “le”. Per convenzione i nomi neutri in sanscrito si declinano al maschile, ma non è una regola grammaticale. Noi scegliamo di usare il femminile dato che la traduzione in italiano di asana è “posizione”, sostantivo femminile. 😉 🙂
      Shanti

      Rispondi
  9. FIORELLA DI LORENZO
    FIORELLA DI LORENZO dice:

    Michela ti ringrazio perchè mi piace molto come spieghi, lo fai in modo chiaro e semplice ma soprattutto hai un’energia così bella che arriva direttamente e avvolge.
    Namastè

    Rispondi

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Sentitevi liberi di contribuire!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.