ASTEYA, LA PRATICA

Il terzo yama nella vita quotidiana

Ecco in questo video come mettere in pratica asteya nella concretezza della vita quotidiana, e perché è così prezioso per evolvere nel cammino dello yoga. 

Nel video “alle radici dello yoga”  ho indicato l’importanza di conoscere e nutrire alle radici “l’albero” dello yoga, affinché possa crescere e portare buoni frutti.

Queste radici si suddividono in yama e nyama. Il terzo yama è asteya, che significa non rubare, inteso anche come l’astenersi dal fare propri non solo oggetti, ma anche, in senso più ampio, di tutto ciò che appartiene ad altri, come ad esempio idee, progetti etc.. 

Gandhi considerava questo insegnamento strettamente collegato a quello di ahimsa, non violenza. Diceva che nel mondo c’è a sufficienza per i bisogni di tutti, ma non abbastanza per l’egoismo di pochi, e chi possiede più di quanto ha realmente bisogno è da considerarsi un ladro.

Considerando questo, ognuno può osservare se stesso e le proprie cantine, cassetti, armadi e soffitte.. e scoprire che anche rispetto a questo insegnamento, molto probabilmente c’è ancora tanto da fare, per migliorarsi e correggersi!

Non solo, questo insegnamento può essere un prezioso riferimento nel guidarci nelle scelte quotidiane, verso una condotta che favorisce la semplicità, l’integrità e la libertà. 

Ogni volta che manchiamo nel praticare uno o più di questi insegnamenti, anche se involontariamente, creiamo un ulteriore scissione, separazione dentro di noi e nella relazione con gli altri e con la vita di cui siamo parte. Ogni volta invece che facciamo un passo in più in questa direzione, favoriamo il processo di riunificazione con noi stessi, gli altri e la Vita; maturando nella direzione dello yoga che è appunto unione, integrazione! 

E se siamo svegli e onesti con noi stessi, ci accorgiamo che anche con le migliori intenzioni, succede spesso di mancare nel mettere in pratica qualcosa di questi insegnamenti. L’ importante che questo non sia motivo di sconforto, perché quel che conta non è essere “perfetti” e non cadere mai, ma piuttosto essere inarrestabili nel rialzarci. 

Come dice Paramahansa Yogananda:  “Un santo è un peccatore che non si è mai dato per vinto!”

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Shanti Brancolini

Insegnante Yoga, Fondatrice di Passione Yoga e ideatrice del metodo Yoga su Misura, fin da bambina ha avuto modo di avvicinarsi allo yoga e trascorrere lunghi periodi di ricerca e pratica in India. Leggi la mia biografia

8 commenti
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  1. Pier Luigi
    Pier Luigi dice:

    Grazie Shanty dei tuoi insegnamenti! Ed è vero che tutto ciò che possediamo in più del nostro bisogno ci rende schiavi.

    Rispondi
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