ISPIRAZIONI DALLA BHAGAVAD GITA: LA MEDITAZIONE NELLO YOGA

Antica saggezza per i tempi attuali

Si parla di innumerevoli tecniche di meditazione, ma cosa si intende per meditazione nella tradizione dello yoga? Sarebbe davvero importante avere chiarezza a questo riguardo! 

Quali sono gli elementi caratteristici della meditazione nello yoga? Qual’è il suo scopo ed obiettivo? Quali particolarità la contraddistinguono? 

Il fatto che oggi giorno alla parola “yoga” viene associata principalmente alla pratica fisica è solamente una consuetudine dovuta alla distorta divulgazione e comprensione di questa disciplina. E non ci vuol tanto a capirlo, anche da una conoscenza sommaria dei testi della tradizione risulta evidente che l’aspetto fisico è una parte importante, ma relativamente piccola rispetto all’insieme di tutti gli insegnamenti; e che non può esserci yoga senza meditazione.


Anche dallo stesso linguaggio si denota una certa confusione… basta guardare l’agenda delle lezioni che propone un qualche centro yoga e troviamo scritto: “lezioni di yoga” “lezioni di meditazione” come se fossero due cose distinte. Meglio sarebbe semmai comunicare sotto lo stesso “ombrello” dello yoga: abbiamo “lezioni di asana” e “lezione di meditazione” se si ritiene utile si può fare una distinzione di questo tipo, ma entrambi, sono yoga!

Allora, chiarito che yoga è meditazione e non qualcosa di distinto.. quali sono gli aspetti che lo contraddistinguono? E questo non è affatto scontato, dato che con la parola meditazione si intendono cose molto ma molto diverse, in base alla scuola e alla tradizione di riferimento. Sia nell’utilizzo delle tecniche sia rispetto agli obiettivi ed intenti. 

La meditazione nello yoga ha 3 caratteri distintivi ben precisi: 

  1. ha come presupposto imprescindibile la partecipazione del corpo e l’educazione all’immobilità. Senza fermare il corpo non si ferma la mente, questo poi è uno degli scopi principali della pratica delle asana: eliminare tensioni e rigidità per conquistare una posizione stabile e confortevole per un tempo prolungato. 
  2. va considerata organicamente a tutti gli altri insegnamenti dello yoga e mai distinta da essi.. infatti troviamo indicazioni anche su quali dovrebbero essere le abitudini di uno yogi, nel mangiare, nel lavorare e nel dormire. Allora si sperimenta quanta sapienza c’è dietro questi insegnamenti. Hanno alla base una profondissima conoscenza dell’essere umano che ci permette di curare ogni aspetto – mentale, fisico e spirituale – con estrema accuratezza.. C’è una continuità ed un senso molto preciso tra le diverse pratiche ed indicazioni e prenderne una parte come se fosse scollegata dalle altre non permette di fare un percorso di evoluzione come lo yoga potenzialmente può offrire.
  3. Ha come meta l’unione con l’Assoluto. Lo scopo quindi non è il benessere, la calma la concentrazione ecc.. semmai questi sono eventuali effetti collaterali positivi, ma non lo scopo che è appunto lo Yoga l’Unione, l’incontro con l’Assoluto che porta una trasformazione profonda nella persona e nella sua vita. E’ solo quando nella concentrazione e nella meditazione consideriamo questo aspetto di relazione e comunione intima con l’Essenza d’Amore che anima tutto, allora possiamo superare noi stessi ed attingere a qualcosa di immensamente più grande di noi che può sollevarci ed illuminarci.

“Dopo aver messo in un posto pulito il suo solito seggio, non troppo elevato né troppo basso, coperto di erba, una pelle, di una veste, una cosa sull’altra, allora, messosi sul seggio, fissando la mente su un unico punto, avendo messo sotto controllo le attività del pensiero e dei sensi, egli pratichi lo yoga per la purificazione del sé.

Sempre allo stesso modo mantenendo immoti il copro la teste e il collo, stando fermo, guardando fissamente la punta del proprio naso e senza guardare lo spazio d’intorno, con l’animo tranquillo e senza paura, saldo nel voto di castità, dopo aver dominato la sua psiche, con il pensiero a Me fisso, con l’animo in armonia sieda, col pensiero a Me solo intento. Lo yogin che ha sottomesso il suo animo tenendo sempre se stesso così armonizzato, raggiunge la pace, il supremo nirvana, che in Me ha la sua seda. 

Come una lampada che sta al riparo dal vento non si muove, così è lo yogin che ha sottomesso il suo spirito e che realizza l’unione con il Sé..” Bhagavad Gita cap. 6

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Shanti Brancolini

Insegnante Yoga, Fondatrice di Passione Yoga e ideatrice del metodo Yoga su Misura, fin da bambina ha avuto modo di avvicinarsi allo yoga e trascorrere lunghi periodi di ricerca e pratica in India. Leggi la mia biografia

15 commenti
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  1. Annalisa
    Annalisa dice:

    Buongiorno Shanti ogni post è sempre preciso puntuale e profondo ma questo dovrebbe essere diffuso davvero in modo capillare. È una lezione che ogni praticante ma soprattutto ogni insegnante dovrebbe avere chiaro e stampato nella mente ogni volta che srotola il tappetino. Ormai la pratica yoga è come immagino tu sappia “ginnastica metodo yoga” …e ho detto tutto. GRAZIE DI ESSERCI SHANTI. SEI UNA LUCE.

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  2. Anna Maria Paleari
    Anna Maria Paleari dice:

    Cara Shanti, grazie per la competenza e spiritualità con cui spieghi cosa è veramente la meditazione nella tradizione yoga. La pratico da quasi 30 anni, e la mia vita si è veramente arricchita e completata. Anche se il percorso continua… Ti abbraccio con affetto

    Rispondi
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